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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

VIOLAINE

 

 

Ssst! Si fa silenzio, per udire le parole: PAROLE.

Al teatro Sala Fontana due voci: Raffaella Boscolo e Franco Palmieri sopra un nero pavimento, tra nere pareti (il fondo della miniera, l’inconscio, l’indicibile che è detto) raccontano: sussurrano, esclamano -sussurri e grida-, in uno scandaglio interiore che sacralizza la Parola come Profondità e Rivelazione.

Gli spettatori sopra lo spazio stesso del palcoscenico in una convergenza semicircolare a circondare e ad accogliere le voci.

Violaine (da “L’annunzio a Maria” di Paul Claudel, per la riduzione di Antonio Syxty e Davide Rondoni) è un grande ritratto di donna : è un inno e una giustificazione alla pura innocenza, come resa alla vita nella sua totalità; un’apertura che corre tutti i rischi possibili; lì dove si ama e si entra nella vita fino ad assumere nel proprio corpo i segni della Morte.

La lebbra, esemplare metafora dei germi che la vita “fiorisce”, diventa pericolo, abisso, fine; ma è anche pretesto di redenzione, miracolo.

Ogni aggiunta in più alla parola risulterebbe superflua, un orpello inutile, che diminuirebbe, anziché accrescere, l’intensità alle voci che evocano la folla dei personaggi.

Ottima la scelta da parte della regia di convogliare tutti i ruoli ai due attori (superbi nella recitazione vocale ed espressiva).

 

(Paola Raimondi)

 

 

Giudizio: ***                        

 

 

 

 

ELSINOR TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE

CENTRO CULTURALE NICOLÃ’ REZZARA

presentano:

 

Violaine da L’Annunzio a Maria di Paul Claudel

Riduzione e adattamento di Antonio Syxty e Davide Rondoni

Interpretato e diretto da Raffaella Boscolo e Franco Palmieri

 

Milano, Teatro Sala Fontana, via Boltraffio 21

Dal 13 al 23 novembre 2007

www.elsinor.net

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto in alto: Raffaella Boscolo  © Ufficio Stampa Elsinor

 

 

 


leggi i commenti
IN RISPOSTA AL COMMENTO DI SARA (29 novembre “Violaine”) Gentile Sara, ho apprezzato –e molto- il suo commento che, trovo, ha arricchito il mio.Per quanto riguarda l’uso dei microfoni (proprio così vicino agli orecchi degli spettatori raccolti in circolo) trovo che l’amplificazione abbia avuto il senso di “ingrandire” , sottolineare la voce, come “le luci intense” che illuminavano i volti degli attori.Grazie per il suo intervento. Paola Raimondi
"Violaine" è essenziale nella scenografia, nei costumi, nella recitazione. Ma questa essenzialità è sufficiente per creare un'atmosfera che lascia il segno.
Uno spettacolo di parola, ma che parola! La recitazione anti-naturalistica e impostata crea una vera e propria musica che tiene incatenato lo spettatore per tutta la durata della rappresentazione. Un suono incantevole, magico, nel pieno rispetto dei dettami dei simbolisti i quali, rifiutando il realismo, lasciano ai suoni, alle luci, ai gesti, alla voce il compito di evocare la trama e sostenere tutta la rappresentazione. Le luci intense illuminano i volti degli attori, e in primis quello di Violaine, come se si trattasse di una luce divina che indica la prescelta per compiere il sacrificio finale. Decisamente affascinante!
Sarebbe stato ottimo così, invece due note negative:- l'inserimento degli spezzoni dalla versione televisiva dello spettacolo realizzata negli anni '90. Sembra proprio orribile... - l'uso dei microfoni: con gli spettatori seduti sul palco insieme agli attori non c'è proprio bisogno di amplificare la voce!
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