VIOLAINE

Ssst! Si fa silenzio, per udire le parole: PAROLE.
Al teatro Sala Fontana due voci: Raffaella Boscolo e Franco Palmieri sopra un nero pavimento, tra nere pareti (il fondo della miniera, l’inconscio, l’indicibile che è detto) raccontano: sussurrano, esclamano -sussurri e grida-, in uno scandaglio interiore che sacralizza la Parola come Profondità e Rivelazione.
Gli spettatori sopra lo spazio stesso del palcoscenico in una convergenza semicircolare a circondare e ad accogliere le voci.
Violaine (da “L’annunzio a Maria” di Paul Claudel, per la riduzione di Antonio Syxty e Davide Rondoni) è un grande ritratto di donna : è un inno e una giustificazione alla pura innocenza, come resa alla vita nella sua totalità; un’apertura che corre tutti i rischi possibili; lì dove si ama e si entra nella vita fino ad assumere nel proprio corpo i segni della Morte.
La lebbra, esemplare metafora dei germi che la vita “fiorisce”, diventa pericolo, abisso, fine; ma è anche pretesto di redenzione, miracolo.
Ogni aggiunta in più alla parola risulterebbe superflua, un orpello inutile, che diminuirebbe, anziché accrescere, l’intensità alle voci che evocano la folla dei personaggi.
Ottima la scelta da parte della regia di convogliare tutti i ruoli ai due attori (superbi nella recitazione vocale ed espressiva).
(Paola Raimondi)
Giudizio: ***
ELSINOR TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE
CENTRO CULTURALE NICOLÃ’ REZZARA
presentano:
Violaine da L’Annunzio a Maria di Paul Claudel
Riduzione e adattamento di Antonio Syxty e Davide Rondoni
Interpretato e diretto da Raffaella Boscolo e Franco Palmieri
Milano, Teatro Sala Fontana, via Boltraffio 21
Dal 13 al 23 novembre 2007
Foto in alto: Raffaella Boscolo © Ufficio Stampa Elsinor
Uno spettacolo di parola, ma che parola! La recitazione anti-naturalistica e impostata crea una vera e propria musica che tiene incatenato lo spettatore per tutta la durata della rappresentazione. Un suono incantevole, magico, nel pieno rispetto dei dettami dei simbolisti i quali, rifiutando il realismo, lasciano ai suoni, alle luci, ai gesti, alla voce il compito di evocare la trama e sostenere tutta la rappresentazione. Le luci intense illuminano i volti degli attori, e in primis quello di Violaine, come se si trattasse di una luce divina che indica la prescelta per compiere il sacrificio finale. Decisamente affascinante!
Sarebbe stato ottimo così, invece due note negative:- l'inserimento degli spezzoni dalla versione televisiva dello spettacolo realizzata negli anni '90. Sembra proprio orribile... - l'uso dei microfoni: con gli spettatori seduti sul palco insieme agli attori non c'è proprio bisogno di amplificare la voce!


