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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

VILLA NECCHI CAMPIGLIO

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Milano riserva delle imperdibili sorprese a chi ama viaggiare e visitare le grandi città con le dimore nobiliari e dell’alta borghesia: bastano una corsa in metropolitana e quattro passi per raggiungere, nel pieno centro della capitale della moda Villa Necchi Campiglio. I Necchi, famosi produttori di macchine per cucire in provincia di Pavia, negli anni ’30 si trasferiscono a Milano, per partecipare alla vita mondana locale e qui fanno costruire la loro residenza dall’architetto razionalista Portaluppi (1888 – 1967), che a Milano è intervenuto sia con progetti e realizzazioni ex-novo quali il Planetario, che con opere di restauro, come a S. Maria delle Grazie.

Se già il centro di  Milano appena ci si allontana dalle arterie principali, battute dal traffico e dai passanti frenetici costituisce un mondo a parte, quando si entra nel giardino di Villa Necchi ci si ritrova in un ambiente che può trasformare un weekend cittadino in una minivacanza. Una sosta alla caffetteria, in attesa della visita guidata e la magia è completa: ci si trova in una specie di serra, magari sorseggiando un te, leggendo in tutta tranquillità e osservando il cielo e il verde del giardino.

L’edificio che ha ospitato sino al 2001 i Necchi Campiglio, è più che mai una reggia: si estende per 1400 metri quadrati, divisi su tre piani. Ogni stanza è un capolavoro di architettura e design, grazie anche agli interventi di Tommaso Buzzi (1900-1981), negli anni ’40 e dei membri stessi della famiglia composta dalle sorelle Nedda e Gigiona e dal marito di Nedda, Angelo Campiglio.

Fa sognare momenti di lettura in un clima confortevole la libreria divisa in tre vani, dove oltre a leggere si possono organizzare tornei a carte e ascoltare brani eseguiti al pianoforte. Ci si immagina immersi in conversazione con gli amici nella veranda, nota anche come ‘’il giardino d’inverno’’, con  le sue pareti a vetrata, che rendono la casa vulnerabile, ma all’inconveniente si ovvia con due portali, come quelli dei castelli, in alpacca, sicuri come porte blindate. Ancora per gli amanti dell’arredamento d’interni c’è la zona notte, dove le stanze da letto con annessi spogliatoio e bagno con doccia idromassaggio si alternano a cabine armadio, nella più moderna concezione dell’utilizzo degli spazi (oddio, qui problemi di spazio non ve n’erano di certo). Anche il giardino offre alla vista particolari di gusto moderno: un campo da tennis e una piscina per l’intrattenimento degli ospiti, che potevano anche giocare a biliardo nella sala del seminterrato o addirittura assistere a proiezioni  nella stanza attrezzata appositamente. .

Villa Necchi Campiglio è oggi patrimonio del FAI, che l’ha arricchita con collezioni d’arte – altrettante donazioni – laddove i pezzi originali sono venuti a mancare perché messi all’asta alla morte dell’ultimo rappresentante dei Necchi. Da pochi nesi è stata aperta al pubblico, offrendo un momento di cultura e svago più che mai nei fine settimana cittadini.

 

(Alessandra Antiga)

 

 

Villa Necchi Campiglio

Milano, via Mozart 14

 

 

 

Foto in alto: Villa Necchi Campiglio  © Salmoirago  © corriere.it

 

 


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