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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

VIA LA GATTA, BALLA I RATT

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A chiusura della stagione teatrale, al Teatro San Babila si rappresenta, all’insegna della risata, “Via la gatta, balla i ratt”, con la regia di Rino Silveri (cui si deve anche il testo) e la presenza del grande attore Piero Mazzarella come protagonista – nella pièce e sulla scena – e una quindicina di attori che gli fan da contorno.

E dico “contorno”, perché all’interno della commedia, com’era prevedibile, secondo le aspettative di un pubblico a lui affezionato, Mazzarella la fa da padrone.

Nulla da eccepire, se non fosse che, a parte questo, le aspettative rimangono deluse.

La vicenda che si dipana e si contorce in un viluppo che vorrebbe essere vorticoso, ma che riesce ingarbugliato e troppo lungo, ha il sentore di un’improvvisata goliardica prova teatrale da “saggio di fine anno”, dove gli attori ce la mettono tutta, rivelando sprazzi di talento, strappando qui e là qualche risata..; ma non ricompensando affatto delle due ore abbondanti in cui si assiste allo spettacolo.

La “gatta” che se ne parte è la moglie di un certo Pancrazio – pasticcere di grido della città -, che progetta di approfittare della sua assenza per godersela un po’, (complici un “mediatore” di incontri e di festini e le di lui collaboratrici-amiche).

L’incontro avviene, i preparativi anche (che si prolungano oltre l’inverosimile), ma il festino no davvero.

(E neanche per noi spettatori, purtroppo..).

Il piano viene sventato da tutta una serie (sempre troppo lunga e inverosimile) di intoppi, con scambi di persona ecc. ecc.

L’intento, o l’obiettivo, che dir si voglia, di rappresentare una “commedia degli equivoci”, dove il divertimento è assicurato proprio dalla serie di imprevedibili sorprese, con scambi di persona, ecc.

non è stato raggiunto.

Ci si trascina, ci si dilunga, ci si riempie di luoghi comuni…

Silveri ha dato ben altre prove di testo e di regia. Piero Mazzarella ha conservato il suo carisma. Gli altri interpreti eseguono la loro parte.

Si esce dal teatro con un po’ di noia.

 

(Paola Raimondi)

 

 

Giudizio: * 

 

 

 

 

BI.Emme.BI. SRL  presenta:

 

Via la gatta, balla i ratt di Rino Silveri

Con Piero Mazzarella, Alessandra Zarini, Egizia Salardi, Monica Stefinlongo, Roberto Dellara, Bruno Gasparini, Omar Sandrini, Rino Silveri, Cinzia Bregonzi, Jessica Resteghini, Alberto Grasso, Danilo Grezzi, Elena Petrini, Narcisa Pecchioli, Dante Fusi, Omar Pirovano

Regia di Rino Silveri

 

Milano, Teatro San Babila

Dal 20 maggio al 15 giugno 2008

www.teatrosanbabila.it

 

 

 

 

Foto in alto: Piero Mazzarella e Rino Silveri 

© Teatro San Babila Milano

 

 

 


 

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Mi felicito con voi! Lo spettacolo su cui si dibatte vi ha divertiti e ne sono contenta.


Ogni volta che si esce da teatro con soddisfazione, gioia, emozione…o divertimento, il Teatro ha raggiunto il suo obiettivo (o almeno, uno dei suoi compiti).


Pare che io non abbia svolto bene il mio!


Me ne dispiace…ma il compito di chi recensisce uno spettacolo non è propriamente quello di far contenti gli spettatori, cercando di far coincidere il proprio giudizio con il loro…


Ah, compito un po’ ingrato, il mio, ma non me ne vogliate, please!


Quante volte anche a me è successo di recarmi al cinema dopo aver visionato una recensione e di non essermi  trovata assolutamente d’accordo con questa?


Spesso, ve l’assicuro! Ma ad ognuno il suo mestiere…

 

Paola Raimondi


E, per entrare nel dettaglio:


Alla sig. Cesarina:


Vorrei cortesemente illuminarla riguardo il mio uso (ed abuso, pare) di tali famigerati, nonché inopportuni “ecc.”


Se Lei ha avrà la pazienza, il tempo e l’ardire di prendere visione delle innumerevoli (ahimè, sì, lo so, numerose) recensioni da me stilate, si accorgerà che non è mia abitudine di farne uso.


La ragione e il senso di tali “ecc.” nella presente recensione stanno ad indicare, o a suggerire un andamento dello spettacolo troppo prolungato, direi (anzi, lo ribadisco qui) strascicato.


E riguardo il suo Dubbio, di natura amletica, - se sono o non sono adatta a recensire spettacoli-, Le concedo il beneficio del dubbio, ma lascio la decisione ai responsabili della testata.


Al sig. Giancarlo Dozzo:


Nella serata che mi ha vista spettatrice non ho avvertito alcun applauso a scena aperta; tuttavia Le credo, tutto è possibile nella vita, figuriamoci a teatro!


Questo però non muta il mio giudizio; mi perdoni se non concorda con il Suo!


Lungi da me dare del “dilettante” a un artista come Rino Silveri…(infatti ho affermato che in altre occasioni ha scritto e diretto spettacoli di pregio…e molto divertenti!).


“Buona domenica” non rientra tra le trasmissioni che sono solita vedere, anzi, è una trasmissione che evito di vedere!


Il “festino” cui mi rammarico di non aver assistito è lo spettacolo divertente che mi attendevo di godere (vista la considerazione che ho di Piero Mazzarella e di Rino Silveri).


Mi perdoni se in questo punto ho mancato di chiarezza; così come Le perdono la mancata comprensione da parte Sua.


E, per finire, mi dispiace, non sono Magda Poli.


Alla sig. Carla:


Le rinnovo il mio piacere per la serata divertente che ha trascorso; spero che un altro spettacolo ci diverta entrambe.

Ieri sera sono andata a vedere la commedia "Via La gatta balla i ratt" pubblico non molto numeroso, ma contrariamente a quanto letto nella recesione sinceramente divertito, come me, d'altra parte. La commedia mi ha ricordato molto le pochades di Feydeau con il lieto fine come d'uso. Accanto all'istrionico Mazzarella il sempre bravo Rino Silveri anche autore e regista ed una schiera di attori più o meno giovani che hanno recitato bene nei loro ruoli di contorno al bravissimo Piero Mazzarella. Due ore abbondanti di spettacolo che mi hanno fatta uscire da teatro con la voglia di ridere a dispetto di tutto quanto succede nel mondo. Mi spiace davvero che la Vostra articolista sia rimasta delusa, credo una delle poche. Vorrei poi rivolgere una domanda alla signora cosa vogliono dire tutti quegli "ecc." che stanno nell'articolo? E' la prima volta in vita mia che vedo scritta in una recensione tale parola. Siete certi che il lavoro della signora sia quello di recensire spettacoli????

Ho assistito allo spettacolo la settimana scorsa e mi permetto di dissentire completamente dal giudizio di Paola Raimondi. Ho trovato lo spettacolo gradevole, il pubblico ha riso parecchio e non solo per le battute di Piero Mazzarella ma, ha tributato riconoscimenti "a scena aperta" anche agli altri protagonisti e, in particolar modo alla caratterizzazione che Rino Silveri ha saputo dare di Enea il manicure, completamente dimenticato dall'autrice della critica che, in un eccesso di ipercriticità ha dato anche del dilettante a Silveri.


In quanto al festino che non si celebra mi domando se la signora Raimondi che, apparentemente è rimasta delusa dal fatto che tale festino non si sia svolto, pensasse di vedere un signore di 80 anni, Piero Mazzarella, che sballonzolasse in mutande per il palco. Può darsi che, dato quello che la televisione mostra, se ci si fosse trovati a Buona Domenica, avrebbe potuto succedere, ma si era in uno spazio più serio.


Nulla da eccepire che il gruppo di attori "fan da contorno" a Mazzarella ma ciò credo sia dovuto alla stesura del testo stesso, sicuramente creato sul fulcro Mazzarella ma, che questi rappresentino mi pare "un’improvvisata goliardica prova teatrale da “saggio di fine anno” una gratuità di cattivo gusto che poco si addice a chi fa critica in modo professionale, non credo che Magda Poli abbia mai usato stilettate così arroganti.


Ribadisco che ho trovato lo spettacolo divertente e, tanto per non voler insegnare nulla, suggerisco alla critica di rileggere i suoi pezzi in modo da evitare le ripetizioni e di limitare l'uso degli "ecc." che se di uso comune nel lessico, risultano così poco eleganti in un articolo.


Cordialità


Giancarlo Dozzo


 


Gentile signora Raimondi, forse lei non ha il senso dell'umorismo;


io l'ho visto: mi sono divertita fino alle lacrime e non mi sono affatto annoiata, e non ero l 'unica. Le risate scaturivano in continuazione, spontaneamente, da tutto l'auditorium e non solo per le trovate di Piero Mazzarella che forse, erano a volte, fuori copione.

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