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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

VESTIRE GLI IGNUDI

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Tanto squisitamente teatrale quanto poco frequentato. Così può essere definito Vestire gli ignudi, testo forte e drammatico in cui confluisce tutta l’amarezza della riflessione di Luigi Pirandello. Scelto da Walter Manfrè per la Compagnia delle Indie Occidentali, Vestire gli ignudi colpisce per la pedagogica classicità dell’allestimento, sobrio ed essenziale, che segna il trionfo del pensiero sulla finzione scenica. E’ la ragione che guida il pubblico nel progressivo disvelamento delle verità nascoste nella vicenda di Ersilia, passata da compita istitutrice a donnaccia sfascia-famiglie. Su di un palcoscenico tetro e color del fumo, la vicenda prende forma attraverso le parole ed i ricordi dei protagonisti e rivela come ad ogni punto di vista corrisponda una versione tanto differente quanto tragicamente vera del mondo. La realtà è molteplice, mutevole e sfaccettata; impossibile è darle un volto universalmente valido e condiviso. La vita o la si vive o la si scrive: solo rinunciando a vivere si possono fissare ed intrappolare i personaggi e le loro esistenza in forme immutabili ed eterne. Lo scrittore Ludovico Nota, il giornalista d’assalto, la bella Ersilia, il console e l’ammiraglio La Spiga si avvicendano sul palcoscenico offrendoci, ignudi, i loro sentimenti e le loro storie personali. Dopo una iniziale sensazione di stordimento, ogni singolo spettatore è condotto ad elaborare una propria conclusione, il proprio personale giudizio, ottenendo quello straniamento tanto caro all’autore siciliano. Come nel corso di un moderno processo, ognuno è chiamato ad essere giudice, emettendo la sua sentenza dopo aver ascoltato tutte le versioni dei fatti, mosso da umana pietà o da gelido raziocinio. Sicuramente una pièce autenticamente pirandelliana nella carne e nello spirito, portata in scena da un cast di talento ed esperienza nel quale spiccano per giocosità e capacità interpretative Daniela Piacentini (nei panni della signora Onoria) e Marco Marelli (il tenente di vascello Franco La Spiga). Un buon lavoro, caldamente consigliabile a chi voglia conoscere il teatro di Pirandello nella sua essenza, mediata con rispetto assoluto dalle garbate scelte registiche e nelle accurate interpretazioni degli attori.

 

(Silvia Neri)

 

 

Giudizio: **1/2

 

 

 

 

COMPAGNIA INDIE OCCIDENTALI

 

Vestire gli ignudi di Luigi Pirandello

Con Vanessa Gravina, Luigi Diberti, Luca Biagini e Marco Marelli e con Daniela Piacentini e Francesco Laruffa

Regia  di Walter Manfrè

 

Scene: Andrea Taddei            

Costumi: Silvia Polidori 

Musiche: Stefano Marcucci

 

Milano, Teatro San Babila, C.so Venezia 2/a

Dal 24 novembre al 13 dicembre 2009

www.teatrosanbabila.it

 

 

 

 

 

Foto in alto: Vanessa Gravina  © Teatro San Babila Milano

 

 

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Su di un palcoscenico tetro e color del fumo, la vicenda prende forma attraverso le parole ed i ricordi dei protagonisti e rivela come ad ogni punto di vista corrisponda una versione tanto differente quanto tragicamente vera del mondo. La realtà è molteplice, mutevole e sfaccettata; impossibile è darle un volto universalmente valido e condiviso. La vita o la si vive o la si scrive Replica Handbags,.mosso da umana pietà o da gelido raziocinio. Sicuramente una pièce autenticamente pirandelliana nella carne e nello spirito, portata in scena da un cast di talento ed esperienza nel quale spiccano per giocosità e capacità interpretative Daniela Piacentini (nei panni della signora Onoria) e Marco Marelli (il tenente di vascello Franco La Spiga). Un buon lavoro, caldamente consigliabile a chi voglia conoscere il teatro di Pirandello nella sua essenza, mediata con rispetto assoluto dalle garbate scelte registiche e nelle accurate interpretazioni degli attori.
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