PUNTOELINEA BLOG STORY

2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

UN CALCIO ALLO SPORT

 coppa_uefa_500.

 

 

Si è parlato tanto in questi giorni del razzismo in Italia, un fenomeno che sta lievitando, d’altronde la storia ci insegna che l'insofferenza delle persone durante una forte crisi economica sfocia sempre appunto nell’intolleranza razziale. Per fortuna siamo anni luce più avanti e soprattutto più consapevoli. Non possiamo certo dimenticare tutte le campagne pubblicitarie e gli eventi sportivi contro il razzismo. Purtroppo lo sport, pur essendo multietnico, non è stato suo malgrado escluso, anzi per la grande importanza che lo sport ricopre, grazie soprattutto ai mass media, è stato contagiato più e più volte. Come non dimenticare per citarne uno dei tanti, i famosi "buu" riservati dalle curve degli stadi agli indirizzi dei giocatori di colore in campo. Perchè continuare a fomentare questo tipo di atteggiamenti che di per se non porterà mai a nulla in un Paese civilizzato come il nostro, che negli ultimi anni ha visto un aumento della popolazione, proprio grazie agli extracomunitari. Perché invece di continuare a parlare di razzismo nel mondo del calcio, non si parla più degli scandali calcistici, che hanno in vestito in pieno il giuoco del calcio. Uno sport sul quale gravitano troppi interessi commerciali, lo scandalo di Moggiopoli, è finito dove doveva finire, ovvero nel dimenticatoio. Tutti redenti e tutto come prima come se non fosse mai cambiato nulla. Ma l'Italia non è stato il solo e unico paese a essere investito dalla bufera del calcio scommesse e dalle partite cossiddette truccate, e no, sarebbe troppo facile poter indicare il dito solo ed esclusivamente sulla nostra nazione. La cosa che più avrebbe dovuto far scalpore e che invece è praticamente passata inosservata è stata la notizia arrivata in queste ultime settimane dalla Spagna: lo Zenit San Pietroburgo, neo campione di Coppa Uefa e avversaria nel girone di Champions della Juventus, avrebbe, o meglio grazie alla mafia russa che lavora nell’ombra, secondo fonti riportate anche da alcuni quotidiani, comprato la semifinale e la finale di Coppa Uefa per la modica cifra di cinquanta milioni, non si sa in che valuta. Fatto sta, che i russi dello Zenit sono usciti impuniti e lindi. Come per dire oltre al danno pure la beffa.

Aspettando sempre che la giustizia sportiva segua il suo lungo iter, l’Uefa ha creato una commissione d’inchiesta per indagare su 26 partite del torneo. D'altronde come non poteva dare peso alle intercettazioni telefoniche, l’Uefa, tra i due capi della mafia russa arrestati in una maxi retata nel paese iberico. Ma nonostante questo il mondo del calcio va avanti tra uno scandalo e l'altro, come se ormai fosse tutto parte integrante di un sistema. Con quale stima, fiducia e rispetto potrà un affezionato tifoso della propria squadra, continuare a credere che dietro ogni incontro, non ci siano delle macchinazioni dall'alto e che tutto invece si possa svolgere al di sopra di ogni sospetto, seguendo il proprio destino?

 

(Daniele Fumagalli)

 

 

 

 

In alto: logo della Coppa Uefa  ® WIPO cod. 865344

 

 

 

 

inserisci un commento
Nome(*)
Email(*)
Url:
Ricordati di me:

Scrivi nella finestrella le lettere e numeri che vedi nell'immagine