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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

TRILOGIA DELLA SIGNORA K

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Il lamento di un’anima soffocata dalla cattività del potere, la fuga dall’Ungheria in fiamme del dopo Nagy, la volontà di comunicare attraverso la scrittura anche attraverso una lingua distante, ma cosmopolita, come il francese… Agota Kristof ne L’Analfabeta racconta il dramma della sua vita di emigrante, quando lasciò i luoghi nativi alla ricerca di un anelito di libertà che le permettesse di cogliere l’ossigeno di un’esistenza creativa. E se ne L’ora grigia l’incomunicabilità di un amore mai sorto riflette in tutta la sua drammaticità il vuoto esistenziale di un’apostasia affettiva, è con La chiave dell’ascensore che l’urlo secco della sete di libertà si fa lancinante, al pari dei sussulti di una farfalla dalle ali tarpate che non vuole perdere la possibilità di volare fino ad esprimere un gesto definitivo di ribellione.

Dalla narrazione del primo episodio, al dialogo del secondo fino al monologo del terzo, si tratta di una pièce ben congegnata, dal ritmo serrato, quasi ipnotico, con una scenografia costituita da tre pareti ad anello concentriche. In effetti il testo evoca un cerchio che si stringe, come un nodo di cravatta che si serra sempre di più alla gola fino a volerne soffocare il respiro. Vista dall’alto, la scena potrebbe sembrare un tronco i cui anelli si raccolgono in pregressione verso la linfa originaria dell’albero, ovvero l’esprit poetico della scrittrice.

Un’ora e cinquanta di spettacolo mozzafiato interpretato da un ottimo cast, uno dei più belli della stagione teatrale milanese, dove l’angoscia crescente è alternata da quell’accattivante ironia di cui Cristina Crippa ed Elio de’ Capitani sono da sempre maestri esemplari, al punto che aggiungere qualsiasi altro commento sulla loro bravura risulterebbe quanto meno banale se non superfluo.

 

(Claudio Elli)

 

 

Giudizio: ****

 

 

 

 

TEATRIDITHALIA presenta:

 

La Trilogia della Signora K di Agota Kristof

L’analfabeta, L’ora grigia, Le chiavi dell’ascensore

 

Con Cristina Crippa, Elio De Capitani, Elena Russo Arman

Jean-Christophe Potvin e Stefania Yermoshenko (violino)

Regia di Cristina Crippa ed Elio De Capitani

 

Milano, Teatro dell’Elfo, via Ciro Menotti 11

Dal 27 maggio al 22 giugno 2008

www.elfo.org

 

 

 

 

 

In alto: foto di scena  © Ufficio Stampa Teatridithalia

 

 

 

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