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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

THE CHANGELING - Gli incostanti

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Dopo Antigone, il Teatro Stabile di Torino in collaborazione con la Fondazione Teatro Due ed il Teatro di Roma, porta in scena al Piccolo di Milano The Changeling – Gli Incostanti. Scritto a quattro mani da Thomas Middleton e William Rowley nel 1622, questo testo si inserisce nel filone drammaturgico del teatro elisabettiano al cui vertice si pone la produzione shakespeariana. Il copione si sviluppa lungo due binari narrativi che scorrono parallelamente, sempre in bilico fra tragico e grottesco, follia e raziocinio, passione carnale e sentimento: al mondo del manicomio (parte originariamente scritta da Rowley) si interseca quello di una misteriosa fortezza (sezione drammaturgica affidata alla penna di Middleton). La scenografia di Tiziano Santi e Claudio Coloretti (coordinatore delle luci) inserisce la duplice vicenda in uno spazio unico, cupo, a tratti claustrofobico, di un indefinibile interno di palazzo. Le pareti in mattoni grezzi non riflettono e non amplificano la luce ma, al contrario, la rendono sinistra ed inquietante. Il chiarore soffuso dei candelabri contribuisce ulteriormente alla creazione di un’atmosfera crepuscolare, dando vita a chiaroscuri caravaggeschi profondi ed intensamente drammatici - in particolare sui volti degli attori parzialmente celati dalle ombre. I costumi di Vera Marzot, sicuramente ben curati dal punto di vista storico ma anche nelle scelte cromatiche e di materiali, riflettono una lodevole perizia nella ricerca al contempo artistica ed artigianale. Nonostante gli ottimi presupposti dell’iniziale impatto visivo, subito si percepisce una fissità eccessiva della scena, cui l’ingresso degli attori non porta alcun giovamento. La recitazione infatti risulta lenta, non rispondente alle esigenze ritmiche del testo; gli interpreti non si combinano tra loro con tempi soddisfacenti e la fruizione diventa pertanto inevitabilmente difficile. Il plot narrativo è incomprensibile a chi non abbia letto precedentemente l’opera originale; la traduzione di Luca Fontana è altresì infelice, lessicalmente forzata, addirittura brutta in taluni passaggi. Gli interventi musicali sono banali ed inefficaci ai fini di un’armonica fusione dei linguaggi scenici, non aggiungono nulla allo sviluppo narrativo né alla creazione di pathos emotivo. Quando uno spettatore guarda nervosamente il quadrante dell’orologio, è necessario fermarsi a riflettere seriamente sulla qualità dello spettacolo e sulle sue reali potenzialità artistiche e comunicative. Nello spettacolo di Arutyunyan e Le Moli manca davvero molto. Siamo in presenza di un prodotto gravemente insufficiente per la totale mancanza di una linea registica riconoscibile, di uno studio sul testo condotto con precisione, di una direzione attenta e puntuale degli attori, di un uso intelligente dei meta-linguaggi. Un consiglio spassionato? L’adiacente Castello Sforzesco è assai suggestivo al calar delle tenebre… vada per un aperitivo ed una passeggiata lungo le mura!

 

(Silvia Neri)

 

 

Giudizio: °

 

 

 

 

FONDAZIONE DEL TEATRO STABILE DI TORINO

FONDAZIONE TEATRO DUE, TEATRO DI ROMA

 

 

The Changeling – Gli Incostanti di Thomas Middleton e William Rowley

Traduzione Luca Fontana

 

Con Francesco Acquaroli, Alessandro Averone, Noemi Condorelli, Paola De Crescenzo, Michele de' Marchi, Francesco Martino, Franca Penone, Maurizio Rippa, Massimiliano Sbarsi, Maria Grazia Solano, Giovanni Battista Storti, Antonio Tintis, Marco Toloni, Nanni Tormen

Cecilia Novarino (clavicembalo), Marina Martianova (violino), Alberto Capellaro (violoncello)

Direzione: Karina Arutyunyan e Walter Le Moli

 

Scene:Tiziano Santi

Costumi: Vera Marzot

Musiche: Alessandro Nidi

Luci: Claudio Coloretti

 

Milano, Piccolo Teatro Studio

Dal 3 al 6 giugno 2008

www.piccoloteatro.org

 

 

 

In alto: foto di scena  © Piccolo Teatro Europa Milano

 

 

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