PUNTOELINEA BLOG STORY

2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

TEATRO OUT OFF - Il Deficiente e Popeye srl

 

 

Dal 23 novembre al 2 dicembre la compagnia C.R.E.S.T. presenta all’Out Off i due suoi ultimi spettacoli: si comincia il 23 novembre (fino al 25) con Il Deficiente, spettacolo rivelazione della scorsa stagione che ha vinto il Premio Scenario 2005. Si prosegue il 27 novembre (fino al 2 dicembre) con Popeye srl la loro ultima creazione.

 

 

Dal 23 al 25 novembre

IL DEFICIENTE

scritto, diretto e interpretato da  Gaetano Colella e Gianfranco Berardi

e con  Pietro Minniti, Francesca Russo

scene e costumi Massimo Staich

 

 

La deficienza, comunemente intesa come stupidità, nel nostro caso fa riferimento all’etimo della parola stessa; “deficiente” è colui che ha un deficit, ovvero un limite, una “mancanza”.

La storia è ambientata in una casa dove vivono tre fratelli. Uno di essi è cieco e pertanto l’ordine, lo stile di vita e le abitudini della casa sono dettate dalle sue esigenze. Tutto è a misura di cieco, e gli altri, loro malgrado, sono costretti ad adattarsi a questa condizione. L’equilibrio di questa famiglia diventa precario quando una donna, fidanzata del cieco, andrà a vivere sotto lo stesso tetto.

Da questo momento in poi verranno alla luce tutte le dinamiche conflittuali, che talvolta si paleseranno in piccoli e celati stratagemmi di vendetta. In quest’aria di guerra intestina, ognuno sarà pronto a tutelare solo se stesso, rivelando gradualmente alla scena come la “deficienza” sia un elemento di uguaglianza fra gli uomini e quanto smisurata e variegata sia la miseria umana.

 

Menzione Premio Scenario 2005:

Un attento e originale disegno drammaturgico riportato in un complesso lavoro di scrittura scenica. Sotto il segno di un’apparente linearità narrativa, si strutturano una serie infinita di piani diversi. Le geometrie di un rapporto famigliare e le spezzature create dall’ingresso di una figura esterna, nascondono tensioni sottili, tracciano angolature più dolorose, delineano un universo di difficoltà, di impossibilità, di limitazioni.

La nitidezza espressiva di tutto il progetto e la forte intensità dell’interpretazione rendono appieno la tessitura del dialogo e la fitta dinamica delle relazioni. Il gioco si rovescia sullo spettatore, poiché non è detto che tutto quello che si vede e si comprende sia esattamente così come lo si percepisce.

Tutta la creazione mostra in controluce una sottilissima riflessione sulla percezione, interiore e esteriore, sui limiti di questa, apparenti o no, sulle “deficienze” sensoriali ed emotive, riferite non soltanto a chi è in scena.

 

 

 

Dal 27 novembre al 2 dicembre

POPEYE s.r.l.

Scrittura scenica Gianfranco Berardi  e Gaetano Colella

Regia Gianfranco Berardi

con Gaetano Colella, Luigi Di Gangi e Gianfranco Berardi

voce registrata, scene, filmati e costumi Carluccio Rossi

 

 

Nel mare aperto non ci sono confini. Non ci sono limiti, non esiste quella cosa che gli uomini chiamano terraferma, anzi. Tutto è estremamente instabile, inarrestabile e in un costante moto oscillatorio. Dal mare aperto la terra non appare come ce la ricordiamo: é distante e silenziosa, immobile e quasi irreale. Sembra un’allucinazione, un sogno per tutti i naviganti. 

Nel mare aperto la distanza è incalcolabile, l’orizzonte sfugge e il suono è sordo. Gli uomini che nel mare aperto ci vivono queste cose le sanno e ci fanno l’abitudine. Sono persone abituate per lo più a tutto, sanno perfettamente che la loro vita è un lungo esilio e quando guardano il mare hanno già perso nello sguardo ogni vena romantica. Il tempo per loro è un concetto davvero astratto, e il mare ha scavato nel viso dei solchi più profondi di quelli che fa il dolore. Le navi sono piccoli pianeti destinati soltanto a sfiorare la terra, mai a raggiungerla veramente. Nelle stive ci può entrare tutto il mondo. E con la santa pazienza, ci entra. Nel mare aperto c’è una piccola nave. Il suo equipaggio è ridotto a tre uomini che viaggiano da tanto tempo. Sono degli strani personaggi, assomigliano a dei fumetti. Uno é grande, grosso, peloso e scorbutico e fa i lavori più faticosi: alimenta i motori, controlla le caldaie, stiva le merci, lubrifica gli ingranaggi. Un altro è piccolo e nervoso, muscoloso e irascibile. Fuma sempre una pipa e governa la nave, di cui ne è indubbiamente il capitano. Il terzo è vestito da donna, sebbene non lo sia. E’ alto, magrissimo e con la voce squillante. Passa tutto il giorno a prendere il sole in coperta o a fare solitari con le carte da gioco, ogni tanto pulisce e riordina la nave, ma non si può dire che sia un vero e proprio mozzo.  La nave, di tanto in tanto, si accosta a qualche città ma non si ferma mai. Ed è solo durante quell’accostarsi che l’equipaggio, improvvisamente, sembra preso da una grande agitazione: tutti corrono da una parte all’altra della nave, innalzando festoni, intonando canti, urlando versi a squarciagola, e lanciando... giocattoli, tantissimi giocattoli, sulla banchina del porto, dove voci festose li accolgono per subito salutarli, perché la nave non si ferma e riparte immediatamente. Senza quasi aver fermato il suo moto, la piccola nave riprende il largo e la terraferma la vede scomparire. Ognuno apparizione dell’altro.   Nel mare aperto circola una piccola nave. POPEYE s.r.l. è il suo nome e nessuno sa cosa trasporta veramente. Neanche il suo equipaggio, formato da questi strani personaggi che, per gioco, si chiamano fra di loro Olivia, Bruto e Braccio di ferro.

 

Note di regia

La scelta di lavorare su un tema così affascinante e, al tempo stesso, così vasto come l’universo dei marinai nasce, ancora una volta, dall’osservazione della realtà che ci circonda, in cui viviamo: quella Taranto in cui non c’è angolo della città da cui non ci si possa affacciare sul mare.  Il desiderio di esprimere e condividere una riflessione sulla vita, un pensiero circa la condizione nella quale ci troviamo, trasforma l’escursione dei marinai in metafora della vita stessa. Un viaggio che vogliamo affrontare navigando su tre livelli diversi: realistico, surreale e metaforico, esplorando un universo altrettanto vasto ed interessante che è quello della commedia dell’arte, ossia del gioco del mascheramento e della commedia degli equivoci.  Le storie vere e romanzate di alcuni marinai, magnificamente descritti da autori come Jean-Claude Izzo in Marinai perduti, Georges Simenon in Cargo, Jack London in Martin Eden, mescolate ai fatti di cronaca raccolti nella nostra realtà jonica, sono rivissute e raccontate attraverso delle “maschere” che sono quelle ideate da Segar per le strisce di Popeye.  Una rotta che porta, in maniera comica e scanzonata, i tre anomali marinai/personaggi - il Capitano/Braccio di Ferro, il Macchinista/Bruto ed il Clandestino/Olivia - a scontrarsi per la condizione che vivono e, non di meno, ad interrogarsi sulle ragioni profonde del loro navigare. Altro motivo d’interesse è il tentativo di ritagliare una condizione claustrofobica, quasi pinteriana, lavorando sull’opposto del “chiuso”, ovvero “in mare aperto”, dove è certo più facile fuggire con la mente, ma si diventa prigionieri di quella libertà troppo “aperta ed infinita” nella quale ci si rifugia, sfuggendo alla terraferma.   Popeye s.r.l. vuol raccontare un viaggio che, nato come un paradossale incidente, trasforma in commedia la tragica situazione i cui i tre marinai si vengono a trovare. Infatti, i tre personaggi salpano senza disporre di un vero equipaggio: il Clandestino, scoperto a bordo dopo la partenza, non conosce il mare e non sa nulla di navigazione, il Capitano, abituato solo a dare ordini, non ha la minima consapevolezza di ciò che necessita praticamente per far muovere una nave...

Un’avventura, la nostra, che tenta di unire la comicità che scaturisce dalle tragedie di tutti i giorni alla poesia che nasce dalle riflessioni degli uomini di “quarta classe”, proseguendo su quella via che s’ispira, come tutto il nostro percorso artistico, alla poetica di Leo De Berardinis.

 

La compagnia Teatrale C.r.e.s.t.

Avviato con “Il deficiente”, spettacolo vincitore del Premio Scenario 2005, prosegue il sodalizio artistico tra Gaetano Colella e Gianfranco Berardi, 28enni autori, attori e registi crispianesi, e il Teatro Crest, compagnia, nata a Taranto nel 1977, che porta avanti in un ambiente difficile - sia socialmente che culturalmente - un discorso teatrale coerente e innovativo, raccontando vite complicate, sogni ostinati, incontri tra culture e condizioni differenti, cercando di coniugare i linguaggi della tradizione con quelli della ricerca teatrale contemporanea, perseguendo anche l'obiettivo di superare le barriere tra i pubblici.

 

 

Prenotel. 02.34532140 - da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle 20

Botteghino aperto da lunedì a venerdì dalle 11 alle 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19; il sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16

Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it

Biglietti:  16,00 Euro  - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25;  50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)

 

Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica ore 16

Trasporti pubblici: tram 12/14   

Accesso disabili: con aiuto

 

 

Teatro OUT OFF  v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano 

Telefono  02.34532140   Fax.  02. 34532105

Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano

 

E-Mail: info@teatrooutoff.it

www.teatrooutoff.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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