TEATRO OUT OFF - Eros Polis

Dal 6 all’11 novembre 2007
spettacoli ore 20.45 (domenica ore 16.00) durata complessiva spettacolo 2 ore
Dionisi Compagnia Teatrale, presenta
Attraverso la poesia
Eros – Polis
Ogni replica la Compagnia proporrà entrambi gli spettacoli, prima parte di una trilogia che si chiuderà nel 2009 con Psiche.
La poesia è quanto di più vicino alla musica abbiamo, noi che non sappiamo suonare. Un modo lieve di riscattare il silenzio. Come quando uno per sentire di essere vivo si mette a cantare. (Rilke diceva che funziona). E’ il gesto dell’uomo quando si getta in mezzo alla strada. Un gesto che non rispetta niente. Un modo raffinato e in disparte di soffrire. Il candore che mette fine alla paranoia. E’ quello che non sappiamo scrivere ma abbiamo scritto, quando avevamo il coraggio di comporre. A sedici anni per esempio. Quando non la mandavamo a dire. Quando la dicevamo noi. Dire quanto basta per essere capiti. Lasciando metri anche al silenzio. Dalla quale poi un’altra poesia nasce nuovamente. Che la si scrive meglio se si mangia regolari. E se si ha fiato regolare = ritmo interno giusto, necessario per guardare. Ma sempre meglio non fare troppa teoria sulle cose a costo di sembrare grevi. Dicono i poeti. Che te la dicono in faccia. Se proprio te la devono dire. Se no certi finisce che preferiscono diventare vecchi alberi (luzi), contrabbandieri (rimbaud), matti (merini), gobbi (Giacomo), figli per sempre della loro sorella (pascoli), pederasti (tanti), uccisi per terra dai fucili (lorca), buttati giù dalla rupe (saffo?), manovratori di pistola (verlaine), combattitori (majakovskij). Che pochi alla fine hanno filato diritto (neruda). E sempre fino a un certo punto. E si sono persi, si, ma mai più di noi dentro al bicchiere.
Scrivo poesia perché la parola inglese Inspiration viene dal latino Spiritus, respiro, io voglio respirare liberamente. /Scrivo poesia perché soffro, nato per morire, calcoli renali e pressione alta, tutti soffrono./Scrivo poesia perché soffro di confusione non sapendo cosa pensano gli altri./ Scrivo perché la poesia sa rivelare i miei pensieri curare la paranoia mia la paranoia altrui./ Scrivo poesia perché i poeti russi Majakowskij e Esenin si sono suicidati, tocca a qualcun altro di parlare./ Scrivo poesia perché voglio stare solo e voglio parlare agli altri./ Scrivo poesia perché ho sentito Blues nero nel 1939 alla radio, Leadbelly e Ma Rainey./ Scrivo poesia con spirito d’animale…/ Scrivo poesia perché Walt Whitman ha detto, “Mi contraddico? Ebbene, si, mi contraddico (sono vasto, contengo moltitudini)”/ Scrivo poesia perché la mia testa contiene 10 000 pensieri. / Scrivo poesia perché non c’è ragione né perché./Scrivo poesia perché è il miglior modo per dire ogni cosa in mente tra 6 minuti o in una vita. [1]
La poesia che la diciamo a voce alta. Muovendola senza spaventarci quando sembra troppo seria con la fronte corrugata. Che ti suona come una canzone. Quando a scuola ti suonava come una martellata. Che poi scopri che l’infinito parla di te quando alle 4 di notte ti affacci alla finestra ove per poco il cor non si spaura ché non sai da che parte ti girerà la vita il giorno dopo.
Una trama sottile matematica celeste dove ti viene più dolce perdere la speranza e ammetterti la non scienza delle cose.
Renata Ciaravino
Eros … un incontro poetico
composizione di Renata Ciaravino
con Renata Ciaravino, Silvia Gallerano e Carmen Pellegrinelli
con Massimo Betti alla chitarra
regia di Valeria Talenti
luci di Laura Bresciani
“Forse la giovinezza è solo questo
eterno amare i sensi, e non pentirsi”
così dice un’incantevole poesia di Sandro Penna.
Eros, Poesia, Vino. Stanno bene insieme. Si accordano. Sono voli, uscite dal tempo, salti dallo spazio. Eros spinge fuori dall’ordinario, il Vino fa godere dello straordinario, la poesia sintetizza e ferma. E rimuove. E riferma.
Perdita e volo. Stanno bene insieme. Il vino alza il calore della sera. La poesia fa il resto.
Ci conduce nel mondo di Eros, e tra le pieghe delle sue mille vesti.
Luce e ombra di Eros, multiformità di Eros, antichità di Eros.
Quando Eros parla il genere tace, l’identità tace e si assoggetta. Tutto si mescola e cambia forma.
Poesie e canzoni. Eros è anche lì, nelle parole e nella musica. In un mondo in cui l’Arte Erotica è un occhio strizzato all’ombra di un reggiseno in metropolitana, proviamo a rallentare e a riprenderci un’arte, lenta, profonda, brutale o medianica, eccelsa o verace. Ma un arte, Eros, un luogo di conoscenza. Di sé, degli altri. Condiviso da tutti, ma segreto in ciascuno.
Luogo, Eros, dove le parole varcano con fatica la sua soglia. La poesia fa meno fatica, perché di Eros è sorella. Il Vino aiuta e protegge l’unione.
Il nostro compito è cercare di rendere più facile, con la nostra presenza e cura degli spettatori, l’ingresso in questo luogo, dolcissimo, e terribile.
Polis
composizione di Renata Ciaravino e Elvio Longato
con Renata Ciaravino, Silvia Gallerano e Carmen Pellgrinelli
con Elvio Longato alla batteria e Massimo Betti alla chitarra
regia di Valeria Talenti
Enoch, Babilonia, Sodoma, Gomorra, Rame, Roma, Buenos Aires, Berlino… Polis.
La Terra è madre, ci nutre spontaneamente dei suoi frutti. Modificarla, trasformandola, rappresenta per alcune culture ferire la terra, violentare la madre.
Abele è pastore. Per vivere non modifica il suolo. Raccoglie solo i suoi frutti spontanei.
Caino è agricoltore. Modifica coltiva trasforma, penetra la terra. Che è madre.
Ma i doni di Caino non sono graditi a Dio.
Rappresentano il suo atto di superbia, la sua violazione.
Caino al rifiuto risponde con l’omicidio. Uccide Abele. E così viene esiliato nella terra di Nod dove fonderà Enoch.
Enoch, la prima città, è il frutto del gesto di rivolta di un assassino.
Nella tradizione biblico-cristiana l’uomo che si fa creatore di un ordine diverso da quello naturale viene spesso paragonato agli angeli ribelli, trasformati in diavoli per il loro atto di superbia e quando si vuole rappresentare un atto estremo di orgoglio punito lo si configura con la costruzione di una città.
Ora Caino si unì alla moglie che concepì e partorì Enoch; poi divenne costruttore di una città che chiamo Enoch, dal nome del figlio. (Genesi, 4-17)
Polis. Città come mito.
Città come autodeterminazione dell’uomo rispetto all’ordine naturale.
Laboratorio primo del progredire: incontro tra gli uomini.
Città Civiltà.
Vista non più solo come inferno ma come luogo in perpetuo movimento
specchio del divenire umano, dove gli uomini incontrano gli altri uomini.
Dionisi Compagnia Teatrale
Nasce nel 2000 dall’incontro dei soci alla Scuola d’Arte Drammatica Paolo Grassi. La compagnia si distingue all’interno del panorama italiano, sia per la propria composizione totalmente al femminile, che per una struttura che ricorda le vecchie compagnie capocomicali, con un autore e un regista stabile, elemento che permette un’autonomia delle produzioni teatrali, consentendo una coerenza creativa, una continuità di vicinanza con il pubblico che si fonda su un lavoro svolto in profondità sul linguaggio contemporaneo.
La presenza di un autore è sempre stata distintiva, perché esprimersi attraverso un linguaggio contemporaneo, apre molte più possibilità di avvicinamento del pubblico, più incline a seguire un linguaggio vicino a sé; l’integrazione tra i linguaggi, musicali e teatrali, consentono alla compagnia Dionisi una visibilità all'interno del panorama italiano per l'originalità dei testi e le modalità di fruizione proposte.
La Compagnia Teatrale Dionisi è presente da 6 anni nelle stagioni di diversi teatri (Teatro dei Filodrammatici, Teatro Verdi, Teatro Litta, CRT e altri…), non disdegnando però un lavoro anche nei locali e club cittadini.
Le socie della Compagnia sono 7: Marina Belli (organizzatrice), Laura Bresciani (light designer - scenografa), Renata Ciaravino (autrice e direttrice artistica), Silvia Gallerano (attrice), Alessandra Maculan (direttrice organizzativa), Carmen Pellegrinelli (attrice), Valeria Talenti (regista e direttrice artistica).
Prenotel. 02.34532140 - da lunedì a venerdì, dalle ore 10 alle 20
Botteghino aperto da lunedì a venerdì dalle 11 alle 13 e nei giorni di spettacolo anche dalle 19; il sabato dalle 11 alle 13 e dalle 16
Prevendita: Ticketone – info 02.392261; www.ticketone.it , www.happyticket.it
Biglietti: 16,00 Euro - costo prevendita e prenotazione 1,50 /1,00 Euro
Riduzioni: 30% under 25; 50% over 60 (Convenzione con il Comune di Milano)
Orari spettacoli: da martedì a sabato ore 20.45, domenica doppio spettacolo ore 16 e ore 18
Ogni replica la Compagnia proporrà entrambi gli spettacoli con ingresso unico
Durata complessiva degli spettacoli 2h più intervallo di 15’
Trasporti pubblici: tram 12/14
Accesso disabili: con aiuto
Teatro OUT OFF v. Mac Mahon, 16 - 20155 Milano
Telefono 02.34532140 Fax. 02. 34532105
Uffici, via Principe Eugenio, 22 - 20155 Milano
E-Mail: info@teatrooutoff.it
Maggiori informazioni:
Alessandra Maculan
02/33404856 – 347/1077789
alessandra@dionisicompagniateatrale.it


