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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

TEATRO DELL'OROLOGIO - Presentazione stagione 2007/2008

 

 

L’orologio 25 anni dopo

 

“Per non concludere”: si concludeva così la storia dei venti anni del Teatro dell’Orologio nel libro di Mario Moretti pubblicato a cura del Comune di Roma. Siamo al 25mo anno e la vicenda della Multisala di Via de’ Filippini continua a pieno ritmo con una quarantina di proposte distribuite nei tre spazi. Non senza fatica, il teatro ha sempre bisogno di riproporsi all’attenzione del pubblico ma anche a quella delle istituzioni e proprio qui cominciano e finiscono i dolori. Ma questo non sarà né l’autunno né l’inverno né la primavera del nostro scontento, tanto per riferirci a diopadre Shakespeare, quest’anno eccezionalmente assente dai nostri palcoscenici. Non così Dostoevskij, Strindberg, Cechov, Gogol, Queneau , Cocteau, Beckett, da sempre numi tutelari dell’Orologio.

In quanto al teatro italiano, viene in larga misura confermata  la vocazione dell’Orologio, votato fin dall’inizio della sua attività  alla rappresentazione e alla  valorizzazione della drammaturgia italiana contemporanea, della nuova professionalità, del teatro di regia e della sua connessione con altre discipline. I registi che ricorrono più spesso nel cartellone e che ne caratterizzano la tendenza offrono quest’anno un ampio panorama dell’adattamento teatrale, del rifacimento, della riscrittura, del passaggio da un codice espressivo cinematografico, letterario, musicale o artistico a quello scenico.  Il fenomeno è dilagante ma non del tutto preoccupante. La pratica del più o meno “liberamente ispirato o tratto da” viene da lontano: da Eschilo. 

Ma l’Orologio non sarebbe l’Orologio se il programma annuale non riservasse almeno una sorpresa. Il teatro non si “svecchia” soltanto con  i rappresentanti della “categoria giovani” ma anche con professionisti senza età come Valeria Valeri e Paolo Ferrari, qui programmati con la regia di un arzillo giovanotto, Giancarlo Zanetti, tutti insieme appassionatamente per raccontare una eterna storia d’amore come “Love Letters”.  

 

 

Teatro dell’Orologio

Via de’ Filippini, 17/a – 00186 – Roma

Tel 0.6875550 – 06.68308735 – fax 06.6832764

e-mail: torologio@tiscali.it

 

Info: http://www.teatrodellorologio.it/

 

 

 

 

 

 

 

Foto in alto: Paolo Ferrari in Vuoti a rendere

© Ufficio Stampa PigrecoDelta

 

 

 

 

 

 

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