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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

TEATRO ARSENALE - Se questo è un uomo

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13 - 25 maggio 2008

Teatro Arsenale - Via Cesare Correnti 11, Milano

 

SE QUESTO È UN UOMO

di Primo Levi

 

un progetto di e con                

Luca Fusi

 

con la collaborazione di            

Valentina Colorni

 

con la partecipazione di

e la                                   II anno della Scuola di Teatro “Arsenale” (Valentina Albertario, Alice Bescapé, Roberta Bianchini, Elisa Naike Blecich, Manuel Cinque, Giulia Fantastichini, Monica Giordano, Manuele Laghi, Federico Lotteri, Mattia Maffezzoli, Laura Martelli, Cesare Mascitelli, Brunella Mastellone, Mauro Mazzocchi, Nicolò Mazzotti, Paola Passarello, Alice Perusi, Davide Tagliabue, Tiziana Trimarchi, Michele Vargiu, Simon Waldvogel)

 

pianoforte                               

Luca Rampini

 

scene                          

Massimo Scheurer

 

luci                             

Elena Nappi

 

organizzazione             

Nicoletta Balestreri, Veronica Mensi

 

produzione                              

Teatro Arsenale

 

si ringrazia

si ringrazia                        Marina Spreafico, Ino Lucia, Emmanuel Schaufler, Compagnia "Note a margine", Laura Boni, Marco Roncoroni

 

 

SPETTACOLO INSERITO IN “INVITO A TEATRO”                                                                

durata: 75 minuti

 

Scritto da Primo Levi fra il dicembre del 1945 e il gennaio del 1947, dopo il suo ritorno dal campo di concentramento di Auschwitz, Se questo è un uomo resta a 61 anni dalla sua prima edizione un testo potentissimo e profondamente toccante, una storia vera che commuove e insieme uno strumento fondamentale per tenere desti la coscienza e il ricordo di una delle pagine più nefaste della storia del Novecento. Un romanzo che condivide con molti capolavori il destino di un successo tardivo: il manoscritto, rifiutato da molti editori, tra cui la stessa Einaudi, viene inizialmente pubblicato da un piccolo editore, De Silva. Nonostante la buona accoglienza critica, inclusa una recensione favorevole di Italo Calvino su L'Unità, incontra uno scarso successo di vendita. Delle 2500 copie stampate, se ne vendono appena 1500, sopratutto a Torino. Solo nel 1958 la casa editrice Einaudi lo accoglie fra i "Saggi", facendone in breve tempo un successo editoriale pubblicato e ristampato in tutto il mondo.

 

Luca Fusi ha voluto trasformare questo racconto scritto in una sorta di rito, sfruttando la sua forza catartica, cercando di rispettare al massimo l’approccio razionale, quasi freddo, che deriva a Primo Levi dal suo mestiere di chimico. Un approccio che costituisce il grande punto di forza della sua opera: solo grazie a questo distacco “scientifico” Levi può affrontare l’orrore indicibile dei campi di sterminio, consegnandoci nel contempo un resoconto storico fedele ed un’opera di letteratura straordinaria, della quale si legge ancora chiaramente la necessità e l’urgenza.

Nella sua terribile esperienza di prigionia ad Auschwitz, compresa fra due terribili inverni nord europei, Levi si trova dinnanzi a un sistema, il lager, organizzato e finalizzato all’annientamento della dignità umana. Dentro questo folle progetto di distruzione, l’uomo non riesce più a provare pietà, non conosce più l’amicizia, la ribellione, la speranza: si cura solo, assurdamente, di non morire e per questo lotta; combatte per mantenere in piedi quel mucchietto di ossa, senza altro scopo che non sia quello di aggiungere sofferenza alla propria condizione.

Alle parole di Levi fa da contraltare un coro silenzioso di fantasmi (interpretati dai diplomandi della Scuola di Teatro “Arsenale”) che incarnano i compagni dell’autore nel suo viaggio, in ricordi ed immagini che conducono il pubblico lungo le fasi del racconto, dalla cattura fino alla liberazione del campo. 

La musica dal vivo del pianoforte di Luca Rampini accompagna fedelmente il percorso narrativo, talvolta interagendo direttamente con le parole, talvolta creando semplicemente momenti di pausa fra un testo e l’altro: spazi vivi nei quali lo spettatore rimane solo con le proprie emozioni, pause indispensabili della narrazione che permettono di riflettere o interrogarsi evitando l’“assuefazione” all’orrore di ciò che si sta ascoltando.

 

ORARI SPETTACOLI: martedì-sabato ore 21.15; domenica ore 16.30;

PREZZO BIGLIETTI: intero 16 €; ridotto 12 €; martedì e domenica 12 €

ABBONAMENTI: Cartarsenale (8 spettacoli)  65 €; Minicartarsenale (4 spettacoli): 35 €

RITIRO BIGLIETTI: martedì-venerdì 18.00-20.00; sabato 16.00-20.00 presso gli uffici del Teatro

PRENOTAZIONI E INFORMAZIONI:  dal lunedì al venerdì dalle ore 10.30 alle ore 18.00  presso il Teatro Arsenale, via C. Correnti 11 - Milano - tel. 028321999 / 028375896 - 24/24h tel. 028321999 (segreteria telefonica).

 

 

 

 

In alto: foto di scena  © Ino Lucia  © Ufficio Stampa Teatro Arsenale

 

 

 

 

 


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