TEATRO ARSENALE - C della velocità, atto IV

VENERDÌ 21 / DOMENICA 23 SETTEMBRE 2007 (ORE 18-21)
"C" DELLA VELOCITÀ - ATTO IV
(LUCE, SUONO, SUPERFICIE)
un’installazione a cura di Fulvio Michelazzi
musica Maurizio Pisati
ingresso libero
Un’installazione di luci e suoni per inaugurare la stagione 2007/2008. Una stagione di teatro, dunque, ma non solo: arte e musica saranno infatti componenti essenziali, protagonisti di uno spazio che si va configurando sempre più come luogo di creazione artistica a 360°, sede di una progettualità aperta, al di là degli schemi talvolta rigidi della produzione culturale contemporanea.
Questa installazione continua il percorso di ricerca intrapreso alcuni anni fa dal lighting designer milanese Fulvio Michelazzi: un viaggio alla scoperta della luce come materia e come supporto per la trasmissione di informazioni.
In questo Atto IV° la luce ha come compagno il suono, ovvero la musica usata come alterego nella scoperta dello spazio: ad accompagnare lo spettatore in questo percorso tra gli elementi, sarà infatti la musica del compositore Maurizio Pisati, Wandering Lights, tratta dalla sua opera Poema della Luce - Grand’Elenìa da Concerto. Il volume del Teatro Arsenale, completamente vuoto, verrà percorso da continui cambiamenti di luce e di suono, che si contrapporranno alla staticità delle isole di materia da esplorare a piedi nudi.
Nel buio si accendono suoni e lampi, colpi di luci e corde, cercandosi: si scopre che l’interazione LUCE / SUONO genera SUPERFICI. Le SUPERFICI sono MATERIA. Sospinto dalla dinamicità e dall’armonia dei due elementi, lo spettatore-esploratore inizierà così un viaggio di scoperta dello spazio della sala, atomizzato in diverse isole sensoriali: il ruvido, il liscio, il riflesso, il liquido, il duro, il morbido, il peloso, l’erboso, il sassoso.
“La luce non è solo forma di energia e di materia: la luce è comunicazione, linguaggio, e dunque, in quanto linguaggio, diventa rivelazione dell'essere, un mezzo espressivo molto forte capace di modificare la percezione delle cose e degli stati d’animo. La luce in realtà è invisibile, la percepiamo grazie a ciò che essa stessa svela, fosse anche il vuoto. É una sorta di esperienza indiretta, impalpabile, dalla quale si è anche toccati e scaldati, e che lascia un’ombra definendo l’ora sulla meridiana, svelando la nostra posizione nel mondo e nel tempo”.
Fulvio Michelazzi


