LIBRI DA ARDERE ALL'AGORA'

Montag, in Fahrenheit 451 di Ray Bradbury, impara con gli altri ribelli a memoria i testi dei classici per evitare che con la distruzione sistematica dei libri si potesse perdere il patrimonio culturale dell’umanità. In Libri da ardere i protagonisti sono invece degli anti-eroi, i cui gesti di sopravvivenza per combattere il freddo in tempo di guerra inducono a un processo verso una vita ferina e brutale, dove la letteratura riveste il doppio ruolo di sovrastruttura ipocrita e orpello semantico per un’esistenza normale al termine dell’incubo.
In una fantomatica città, emulo forse di una metropoli dell’Europa Orientale durante un conflitto negli anni novanta, un professore universitario, il suo assistente e la fidanzata di questi vivono insieme – o, meglio, sopravvivono - nella casa del docente, insidiati dalla fame e dal freddo di un gelido inverno. E appunto per combattere la morsa di quest’ultimo, decidono di bruciare in una stufa ad uno ad uno i libri dell’immensa biblioteca del professore, frutto di una minuziosa collezione trentennale; in ciascun tomo è come se sparisse un tassello di vissuto nella coscienza viva di ognuno di loro, unitamente alla frantumazione etica delle proprie certezze.
In un gioco a tre caro ad Amélie Nothomb, il crescente cinismo del professore, l’ironia amara della studentessa e l’idealismo ostinato dell’assistente ruotano come in una girandola di vita e morte intorno alla stufa, divenuto ormai ricettacolo di debolezze umane e paura dopo ogni fiammata di calore.
Un capolavoro teatrale ormai consolidato, dotato di ritmo e solidità tematica, dove ad uno splendido Elio de Capitani si accompagnano gli altrettanto bravi Corrado Accordino ed Elena Russo Arman e l’ottima regia di Cristina Crippa.
(Claudio Elli)
Giudizio: ****
TEATRIDITHALIA presenta:
Libri da ardere di Amélie Nothomb
Con Elio de Capitani, Elena Russo Arman, Corrado Accordino
Regia di Cristina Crippa
Milano Cernusco S.N., Teatro Agorà, via Marcelline 37
Martedì 1° aprile 2008 ore 21,15
In alto: foto di scena © Ufficio Stampa Teatridithalia


