LA LEGGENDA DEL SANTO BEVITORE

Dopo i successi della passata stagione, torna al Teatro Franco Parenti La leggenda del santo bevitore per la regia di Andrèe Ruth Shammah. La vicenda ruota attorno alla miracolosa storia di un malconcio clochard che vive sotto i ponti lungo la Senna e, all’improvviso, si vede consegnare da un distinto signore la cospicua somma di duecento franchi con il compito di restituirli alla piccola Santa Teresa di Lisieux nella cappella di Santa Maria di Batignolles, affidandoli dopo la funzione domenicale al parroco. Da questo momento, l’unico pensiero di Andreas sarà quello di restituire il denaro alla santa. Questo fortunoso evento è solo il primo di una serie di piccoli miracoli che accompagneranno l’uomo sino al termine della sua esistenza. Andreas, infatti, ha la possibilità di incontrare, fuori dalla chiesetta di Batignolles, il suo antico amore, Karoline, e di riabbracciare due vecchi amici: l’ex minatore Woitech e il vecchio compagno di scuola Kaniak, ora ricco e famoso sportivo. Tutti questi incontri impediscono all’uomo, di domenica in domenica, di restituire i soldi alla santa. Le mancate restituzioni della somma turbano la vita di Andreas al punto che, una notte, egli viene raggiunto nel sonno da un’apparizione della santa che lo sollecita a farle visita. Andreas, nel frattempo, trova il modo di procurarsi sempre i duecento franchi di cui necessita: trova lavoro come imballatore presso un sarto che sta traslocando; inaspettatamente, rinviene nel portafoglio da poco acquistato una banconota da mille franchi; in un pomeriggio piovoso, si imbatte nuovamente nel distinto signore che gli affida altri duecento franchi. Quando, dopo tre settimane, si reca risolutamente alla cappella per onorare il suo debito con la piccola santa di Lisieux, il vagabondo è colto da un violento attacco di cuore: spira nella sacrestia della chiesa di Santa Maria di Batignolles, mentre su di lui veglia Teresa, una bambina bionda dall’abito color del cielo.
Questo racconto è l’ultima opera di Joseph Roth, il quale, mentre scrive, è un alcolista immerso in una malinconica crisi esistenziale, quasi un presagio della sua imminente fine:lui stesso la definisce “il mio testamento”. Il protagonista, proprio come l’autore, è lontano dalla patria, esule a Parigi, un emarginato che trova la sua unica consolazione nell’alcolismo. L’ebbrezza vela lo sguardo di Andreas che così raggiunge quel grado di fede che sempre è mancata allo scettico Roth: accantonato ogni dubbio, ogni pretesa di razionalità, il bevitore scopre la dimensione dell’Assoluto e vive ogni miracolo con assoluta semplicità, lungi dal ricercare alcuna spiegazione razionale. La scrittura drammaturgia, affidata al monologo di Pietro Mazzarella, rende con delicatezza ed intensità sensazioni visionarie in cui le immagini intervengono come memoria e fantasia. Il tutto è sostenuto dalle efficaci scelte musicali che vanno da Stravinskij al jazz, dalle sonorità yiddish e della vecchia Russia alla gaiètè parigina. Sfumate le proiezioni visive e terminate le audizioni sonore, il palco rivela tutta la natura artigianale del teatro mostrando una scena povera, genuinamente costruita con legno, carta e tele di riciclo.
La leggenda del santo bevitore parla di miracoli e Pietro Mazzarella, col suo racconto a tratti scompaginato ed onirico, compie sulla scena il miracolo di rendere assolutamente naturali e necessari eventi che sembrerebbero sfidare la coscienza razionale. Accanto a lui, la presenza inquieta di una giovane attrice che legge alcuni brani del testo ed un barista, depositario della miracolosa storia di Andreas e interlocutore critico.
La corposità dei temi, le intense suggestioni visive e sonore, il talento indiscutibile di Mazzarella non lasciano il tempo di interrogarsi razionalmente sul senso dei fatti narrati: è l’emozione la padrona assoluta della scena.
(Silvia Neri)
Giudizio: **
La leggenda del Santo Bevitore di Joseph Roth
Con Piero Mazzarella, Martina Cozzi e Giovanni Lucini
Regia di Andrée Ruth Shammah
Milano, Teatro Franco Parenti (Sala Pirelli), via Cadolini 19
Dal 22 gennaio al 20 marzo 2008
In alto: Piero Mazzarella © Teatro Franco Parenti Milano


