TARTUFO

Ma dov’è Tartufo? Forse si è scordato di entrare in scena e il regista Carlo Cecchi ha cercato di rimediare con risorse di fortuna. Tartufo, da cui il titolo della pièce, si fa da parte come uomo e personaggio centrale diventando il protagonista dello spettacolo attraverso le parole e le sensazioni degli altri personaggi. Ecco emergere con energia con energia sulla scena Orgone – magistralmente interpretato dallo stesso regista – e le figure femminili che domineranno la scena col frusciare dei loro costumi barocchi e la muliebre passionalità. Scelta registica o inefficacia dell’interpretazione di Valerio Binasco? Tenderei a propendere per la prima ipotesi (non a caso Carlo Cecchi dà vita ad un Orgone caratterizzato dall’autorevolezza di pater familias richiesta dal copione e al contempo dall’imperio del direttore di scena). Non si può tuttavia soprassedere alle evidenti mancanze del Binasco che lascia talora intravedere incertezze interpretative, ridotta padronanza dello spazio e la cui voce arriva con difficoltà già a metà della platea. Encomiabili invero le performance al femminile: da Licia Maglietta ed Antonia Truppo - attrici di provata esperienza e di risoluta presenza scenica - sino alla giovane Viola Graziosi, una vera scoperta, intensamente espressiva, agile nei movimenti, precisa nella dizione e vocalmente corposa. La scenografia è spoglia, ferma, dominata dai severi fondali scuri di Francesco Calcagnini; vi si aggirano gli attori quasi completamente privi di trucco ma caratterizzati da una mimica efficace, una gestualità intensa (ma mai enfatica) ed un attento studio della prossemica che conferiscono all’allestimento buon ritmo e dinamicità. I pochi arredi scenici sono assolutamente sufficienti alle esigenze drammatiche, fungono da semplice supporto alle performance degli attori senza appesantire la scena con inutili e ingombranti cianfrusaglie. Menzione di merito alla brava costumista, Sandra Cardini: gli abiti di scena sono curati nei dettagli, studiati dal punto di vista cromatico affinchè si accordino singolarmente con le caratteristiche di ogni personaggio e coralmente si fondano tra loro in un armonico bouquet gradevole alla sguardo.
Un allestimento complessivamente discreto, gradevole, ma non particolarmente emozionante. Per trascorrere una serata a teatro senza troppe pretese.
(Silvia Neri)
Giudizio: * ½
Produzione
TEATRO STABILE DELLE MARCHE
MERCADANTE TEATRO STABILE DI NAPOLI
In collaborazione con Amat e Comune di Urbino
Tartufo di Molière
Traduzione di Cesare Garboli
Con (in ordine di locandina) Angelica Ippolito, Carlo Cecchi, Licia Maglietta, Vincenzo Ferrera, Viola Graziosi, Francesco Ferrieri, Elia Shilton, Valerio Binasco, Rino Marino, Diego Sepe, Francesca Leone
Regia di Carlo Cecchi
Scena: Francesco Calcagnini
Costumi: Sandra Cardini
Musica: Michele dall’Ongaro
Milano, Teatro Strehler
Dal 12 al 24 febbraio 2008
In alto: foto di scena © Piccolo Teatro Europa


