STORIA DI DADAMORE (E UN FORSE...)

Il rapporto tra l’arte della rappresentazione e la cucina è sempre stato piuttosto diretto, non a caso una qualsiasi narrazione, breve o lunga che sia, è più o meno come la consumazione di un pasto. In entrambi i casi se il lavoro preparatorio è enorme, la sua fruizione è sempre molto più breve.
Presso il Teatro 7, con duplice natura di ristorante, tra il sincero sbigottimento di qualche cliente del tutto all’oscuro dell’evento, venerdì 13 luglio è stata presentata Storia di dadamore (e un forse…).
Iniziata con uno spettacolare battibecco tra gli attori Monika Nagy e Claudio Elli, quest’ultimo autore, oltre che regista e attore insieme a Fabrizio Caleffi, la rappresentazione è stata servita, è proprio il caso di dirlo, come pietanza a sorpresa anche per i due destinatari a cui era espressamente rivolta. Finti spot pubblicitari, surreali interventi da teatro Dada, del resto espressamente richiamati nel titolo, dialoghi amorosi più simili a singolari tenzoni, oltre a monologhi trasognati in cui la parte del leone l’ha fatta Caleffi, si sono alternati in un unico atto di più o meno in tre quarti d’ora. In aggiunta il disturbante tormentone, voluto s’intende, di Claudio Guzzetti, che pacificamente seduto al suo tavolo invitata i presenti a unirsi a lui per bere vino e gustare il carpaccio di pescespada di Cariddi. Punta di diamante dello spettacolo lo sketch sull’inno al sommergibile Toti, con tanto di stonato terzetto canoro, di Nagy, Elli e Caleffi, in onore dello “Yellow Submarine” beatlesiano, un inno alla gioiosa follia sopra le righe quanto liberatorio.
Complessivamente un pastiche esilarante, grazie anche a tutti gli interpreti, e molto più raffinato di quello che potrebbe sembrare, ma che ha risentito di un’atmosfera che non ha recepito adeguatamente il messaggio proposto, e di conseguenza si è chiamata fuori dallo spassoso gioco. Nel complesso un piccolo gioiello da intendersi probabilmente come un work-in-progress, con la futura aggiunta di altri elementi, tra cui un pubblico un po’ più pronto. A dimostrazione che il teatro-cabaret di qualità può tranquillamente scendere dal palco, uscire da quelle che sono considerate le sue “chiese” e divertire con intelligenza.
(Alex Miozzi)
Giudizio: ***
Storia di dadamore (e un forse…) di Claudio Elli
Con Monika Nagy, Claudio Elli, Fabrizio Caleffi, Claudio Guzzetti
Regia di Claudio Elli e Fabrizio Caleffi
Milano, Ristorante Teatro7, venerdì 13 luglio 2007 ore 21

In alto: locandina
Qui sopra (da sinistra a destra):
Monika Nagy, Claudio Elli, Fabrizio Caleffi, Claudio Guzzetti
© Punto e Linea Magazine


