STAR WARS E LA STORIA

E’ abbastanza difficile pensare a che cosa possa passare per la testa a un autore quando scrive un racconto, piuttosto che un romanzo o una sceneggiatura cinematografica, come in questo caso. Non sappiamo quindi a cosa pensavano George Lucas e i suoi collaboratori, tra cui Lawrence Kasdan o Leight Brackett, quando hanno scritto gli episodi di questa importante saga cinematografica. Quello che comunque appare abbastanza chiaro è tutta una serie di analogie tra ogni film e alcuni fatti storici, realmente accaduti, a debitamente documentate da testi e testimonianze.
Partendo dal primo episodio, “La minaccia fantasma”, anno di uscita 1999, quello che balza agli occhi allo spettatore un po’ avvezzo all’attualità di quei giorni è un parallelo diretto tra il racconto e quanto è avvenuto, e in parte avveniva ancora, nei Balcani. Nel film il pianeta Naboo viene inizialmente sottoposto a embargo e successivamente invaso. Entrambe le mosse, attuate dalla Federazione dei Mercanti, sembrano essere quasi sconosciute al Senato Galattico, organo rappresentativo della Repubblica Galattica, di cui il pianeta fa parte. Fortunatamente il Cancelliere è al corrente degli eventi e invia due cavalieri Jedi, e inizia il racconto. Aggiungiamo che i Neimodiani, la razza che sta compiendo simili misfatti, durante una serrata seduta in senato, nega ogni addebito come se nulla stia accadendo. Risulta difficile non stabilire un raffronto diretto fra la fiction lucasiana e il comportamento della Serbia, ma anche della Croazia, nei confronti della Bosnia durante la Guerra nei Balcani negli anni ’90. Quello che avviene nel film dentro al Senato è identico a quanto affermavano i maggiori esponenti serbi, alcuni dei quali successivamente perseguiti e processati dall’Alta Corte Internazionale per reati quali crimini di guerra e sterminio.
Nell’episodio successivo, “L’attacco dei cloni” con la presentazione del Consiglio Separatista invece il rimando, sicuramente è meno circostanziato. A capeggiarlo i soliti neimodiani della federazione dei Mercanti, già conosciuti nel primo episodio, oltre ad altri personaggi poco rassicuranti, da San Hill, leader del Clan Bancario a Passel Argente, dell’Alleanza Corporativa, a Wat Tambor della Tecnounione, fino all’arciduca Poggle il Minore delle industrie Geonosiane, solo per citarne alcuni. Un riferimento abbastanza implicito a una lobby di potere, simile a quella che durante gli anni della Guerra Fredda veniva chiamato complesso militare-industriale, ma abbastanza simile anche a quella dei colossi dell’agroindustria, che dagli anni ‘50 agli anni ’80 e oltre, decidevano colpi di mano negli stati dell’America Latina, dell’Africa piuttosto che dell’Asia, a seconda del tornaconto che potevano avere.
Nel terzo capitolo, “La vendetta dei Sith” il possibile riferimento è a due episodi storici abbastanza importanti. Quando il Cancelliere Palpatine diventa Imperatore trasformando la Repubblica Galattica in Impero Galattico, non è possibile non pensare a quando un altro Cancelliere, il tedesco Adolf Hitler,che si autoproclama Fuhrer. L’altro possibile parallelo è la caduta della Repubblica di Roma, che nel giro di breve tempo, nel bene piuttosto che nel male a seconda del punto di vista degli storici, diventa un Impero. Il secondo importante riferimento invece è allo sterminio dell’Ordine dei Cavalieri Jedi, ritenuto dal cancelliere un pericolo per l’esistenza stessa del nuovo assetto che sta per creare. Con diversi presupposti, ma con metodi non troppo differenti, fu simile a quello attuato dal sovrano di Francia Filippo il Bello nel 1207, inizialmente con l’arresto del Gran Maestro, e dell’intero stato maggiore dei Cavalieri Templari, e successivamente con l’arresto di tutti gli altri, anche quelli presenti al di fuori del territorio francese. L’epilogo, sette anni dopo, dopo un periodo nel quale i cavalieri di questo ordine monastico-militare furono barbaramente processati, torturati e uccisi, fu la definitiva messa al rogo per eresia dei sopravvissuti, con il benestare del pontefice Clemente V, a quel tempo la cui dimora ubicata ad Avignone, quindi in territorio francese, e non a Roma. Il paragone si limita tuttavia a questo, essendo i Templari veramente molto diversi dagli Jedi, sotto una miriade di punti di vista!
Riguardo alla cosiddetta vecchia trilogia, da “Guerre stellari – Episodio IV – Una nuova speranza”, al successivo “L’Impero colpisce ancora” fino al conclusivo “Il ritorno dello Jedi”, il chiaro riferimento è ancora al nazismo, un nuovo ordine xenofobo, che sottomette le altre razze, non umane, e che governa la galassia attraverso la paura. Personaggio come il Gran Moff Tarkin (interpretato dall’eccellente Peter Cushing, ndr) è la fotocopia distorta di personaggi come Hans Frank, il Governatore della Polonia occupata, diretto rappresentate dei III Reich e responsabile delle deportazioni e degli eccidi di milioni ebrei, rastrellati da tutta Europa, ma anche di semplici oppositori del Reich, oltre che di Testimoni di Geova, zingari e omosessuali. Non a caso, anche di primo acchito, le stesse uniformi sono la versione aggiornata degli ufficiali dell’esercito nazista. Inoltre, lo stesso Lucas, nella sceneggiatura originale del IV episodio (insieme al V e al VI, “Star Wars – The Annotated Screenplays – Laurent Bouzereau – 12,99 $”, pag. 12, ndr) edita per la prima volta nel ’98, descrive così “… the fascist white-armored suits of the Imperial stormtroopers ”, ossia le fascisteggianti armature bianche delle truppe imperiali. Più chiaro di così!
L’Alleanza Ribelle, abbastanza male in arnese ma piena di ardore e di voglia di abbattere l’Impero, tutto sommato ricorda sia gli Alleati durante la Seconda Guerra Mondiale, prevalentemente durante la prima fase bellica, ma anche i movimenti di resistenza partigiana presenti nella stragrande delle nazioni europee occupate, dalla Francia, all’Italia, dalla Grecia fino ai paesi scandinavi.
In ultimo, per dovere di cronaca, aggiungiamo che i teo-cons americani, legati all’entourage del presidente americano George W. Bush, hanno attaccato polemicamente “La vendetta del Sith” e lo stesso Lucas perché secondo loro vi erano troppe le analogie fra i poteri speciali richiesti dallo stesso Bush per la II Guerra dell’Iraq e i poteri ottenuti da Palpatine, nella pellicola, per fronteggiare i Separatisti e il loro esercito di droidi. Tuttavia credo che questo sia un problema di quella che viene volgarmente chiamata “coda di paglia”, o al massimo di coscienza sporca.
Comunque la pensiate, niente male per una fiction.
(Alex Miozzi)
Foto in alto: Gorge Lucas © Marco Kraus


