STAR WARS E IL VIAGGIO DELL'EROE

Per chi ha visto tutti e sei i film delle due trilogie in questione risulta abbastanza evidente chi sia davvero il protagonista dell’intera saga, certamente non i due simpatici droidi R2-D2 e C3-PO, benché entrambi appaiano sin dall’episodio I. In realtà il vero personaggio cardine di tutto questo lungo racconto altri non è che Anakin Skywalker, in seguito Darth Vader.
Da buon protagonista che funziona, la sua evoluzione è continua, tra un episodio e l’altro, e tutto sommato anche all’interno degli episodi stessi. Il percorso che segue attraversa tre passaggi fondamentali che i narratori fanno passare ad Anakin in maniera lineare, rispettando diligentemente ogni tappa.
Dalla cattività alla libertà è la prima fase che andiamo ad affrontare. Il protagonista, da giovanissimo schiavo su Naboo, grazie all’intuizione del cavaliere Jedi Qui-Gon Jinn, e a una prova a cui si sottopone, la corsa dei pod-race, riesce ad affrancarsi. Malgrado si separi dalla madre, realizza il suo intento di lasciare il desertico pianeta e, grazie al suo coraggio e alla sua determinazione, al termine del racconto riesce a diventare apprendista Jedi, che attraverso un paragone letterario, è un po’ quello che accade anche al giovane D’Artagnan ne “I tre moschettieri”. Ma rispetto al guascone, l’eroe Anakin, da solo, riesce a stravolgere gli esiti di un’intera battaglia spaziale con la fantasia e la grazia incosciente che solo un bambino possiede. Questi elementi gli attribuiscono di diritto il ruolo dell’eroe riconosciuto.
Nel terzo episodio, “La vendetta dei Sith”, avviene il secondo passaggio, quello che nel gergo degli sceneggiatori è chiamato dalla libertà alla cattività. Inizialmente Anakin, divenuto ragazzo copertina ed esempio per tutti i giovani per il suo coraggio durante la Guerra dei Cloni, all’interno della Repubblica Galattica viene apprezzato e rispettato. Purtroppo a causa di un temperamento eccessivamente ribelle, oltre che di due segreti piuttosto ingombranti contenuti nel precedente episodio (“L’attacco dei cloni”, ndr), la strage dei Tusken Raiders oltre che il matrimonio segreto con la giovane senatrice Padmé Amidala a dispetto del voto di celibato dell’Ordine Jedi, l’eroe cede all’alleanza con il Cancelliere Palpatine. Questi, che in realtà è l’Oscuro signore dei Sith divenuto Imperatore, lo ribattezza Darth Vader e lo trasforma nello spietato braccio armato ai suoi ordini, inviandolo a sterminare i suoi ex compagni Jedi. In questo modo il nuovo Anakin, rinnega tutto ciò che rappresentava e in cui credeva, passando da eroe riconosciuto ad l’antagonista per eccellenza, fedele al suo nuovo malvagio padrone. In brevissimo tempo perde l’amata Amidala, che muore di crepacuore, viene sconfitto e mutilato dall’ex amico fraterno Obi Wan e viene così trasformato in uno spietato cyborg. La trasformazione da eroe ad antagonista è completa e Anakin sembra essere definitivamente scomparso.
Il terzo step, dalla cattività alla morte, vede un’ulteriore trasformazione del personaggio in questione. Dopo il passaggio da apprendista a eroe, e poi ad antagonista, Darth Vader si scontra per la terza volta con il nuovo eroe Luke Skywalker, che in realtà è suo figlio. La loro guerra personale, iniziata nel IV episodio con un duello nello spazio, che ha visto Luke vincitore, continuata ne “L’Impero colpisce ancora”, in cui Vader lo ha sconfitto e gli ha amputato una mano, salvo poi rivelargli di essere suo padre, vede qui il suo epilogo. Le continue lusinghe di passare con lui al Lato Oscuro che rivolge al giovane cavaliere Jedi non sortiscono alcun effetto, e quando crede di poterlo sconfiggere, sobilando che a unirsi a lui potrebbe essere Leia, la sorella gemella del giovane, gli eventi subiscono un’accelerazione improvvisa. Luke infuriato lo atterra e disarma, mutilandolo di una delle protesi meccaniche che ha al posto delle mani, poi l’Imperatore offre al ragazzo di abbattere definitivamente Vader, prendendo il suo posto accanto a lui nell’Impero. A differenza di quanto avvenne con suo padre Anakin, Luke rifiuta, il Signore Oscuro tenta di ucciderlo riuscendoci quasi finché Vader, grazie all’amore per suo figlio, si libera definitivamente dal controllo del malvagio Imperatore uccidendolo, e grazie alle scariche che hanno mandato in corto il suo supporto vitale, ponendo fine anche alla sua vita. In questo modo tuttavia ritorna dalla parte del bene come lo Jedi che fu, Anakin Skywalker. Il questo caso la scomparsa di Anakin Skywalker/Darth Vader ha carattere liberatorio, e certamente non punitivo, poiché l’ultima sua azione è stata un definitivo e altruistico passaggio al bene a costo della sua stessa esistenza.
Tolte le saghe di origine letteraria, come per esempio il più lineare “Il signore degli anelli” (trasformata in film da Peter Jackson, ndr), iniziato comunque da Tolkien prima dello scoppio della II Guerra Mondiale, in un periodo in cui lo stile narrativo era considerevolmente diverso, tutto questo non avviene. Ancora oggi assai raramente si assiste a tutti e tre i passaggi in questione perché in pochi hanno il coraggio di operare simili stravolgimenti. E’ tradizione che l’eroe magari sia tentato dal nemico, anche più volte, e che possa anche essere ucciso, ma non deve mai volgersi al male. Inoltre una gestione coerente, come in questo caso, di tutti e tre i cambiamenti richiede una grande pratica nella scrittura, oltre la ricerca di significative motivazioni da attribuire ai personaggi.
Concludendo, non a caso questa saga viene utilizzata nei corsi di sceneggiatura oltre che di scrittura creativa proprio per la sua efficacia.
(Alex Miozzi)
In alto: Darth Vader © http://drludicrous.blogspot.com


