SottoPelle v. 0.1 (Il tempo sospeso)

Uno spazio suggestivo e illuminato solo dalla luce intima e mistica delle candele invita a soffermarsi, ad osservare e ad attendere, dirimpetto divanetti retrò confermano il monito ad accomodarsi ed aspettare silenziosamente l’inizio di un rituale misterioso.
L’atmosfera particolare è ancor più suggestiva per il contesto insolito nel quale si colloca: un bar! Un bar, un locale, un luogo di serate, birra e chiacchiere che solitamente non si accompagna all’esperienza silenziosa e raccolta di uno spettacolo teatrale. Ma questa è una bella sfida! Perché se è vero che dalla seconda metà del Novecento tutti i grandi maestri e le dirompenti compagnie sperimentali hanno rotto le barriere tradizionali che collocavano in luoghi deputati e in tempi stabiliti ogni attività performativa, per riversarla in piazze, strade, fabbriche, ospedali, cantine, carceri, paesini periferici, è altrettanto vero che oggi più che mai serve re-interrogarsi sulla potenza e la vita del teatro e non sperare di trovarlo solo in grandi spazi consacrati e acclamati per fama e grandi produzioni. Se il teatro nasce dalla necessità, il luogo dove rappresentare non è che un’occasione! Un’occasione che Gaia Galuzia e la sua eterogenea truope hanno preso al volo e accolto come confronto e possibilità di espressione.
Ciò che nasce in scena non è una canonica rappresentazione ma una performance, marcata dai forti tratti delle arti eterogenee che la compongono: musica, costumi, danza sperimentale, poesia. I sintagmi che la costituiscono si susseguono in un alternarsi di rimandi e momenti-in-se-conclusi che vanno a comporre un puzzle composito e dinamico. Filo rosso una figura femminile che (si) racconta con gesti e azioni quotidiane accompagnate da frasi che tradiscono desideri e parole che stonano per verità e semplicità…Come ‘Una bottiglia di silenzio’- ecco il regalo che la performance dà a questo luogo di bottiglie scolate e dimenticate.
(Cristina Geninazzi)
Giudizio: ***
SottoPelle v. 0.1 (Il tempo sospeso)
Progetto, orchestrazione scenica e testi di Gaia Gulizia
Performers: Gaia Gulizia con i danzatori di Vimprodaco – Vienna IMprovvisations Dance Company- Walter Karl Eggerth e Cristof Jellinek Jambajimba Mudburra Jingili
Immagini: Giuseppe Mercurio
Musiche e suoni: Fabio Albanese
Costumi: Laura Dafne Russo
Luci e Audio: VintAge Studio
Milano Settimo Mil., Palazzo Granaio, via Papa Giovanni XXIII
Giovedì 26 maggio 2008, ore 21.00
http://www.myspace.com/palazzogranaio
In alto: locandina spettacolo © Gaia Gulizia


