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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

SOGNI E DELITTI

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Terzo capitolo della trilogia britannica dell’autore newyorkese incentrato sul tema del delitto, dal titolo, e del suo successivo castigo. Un plot semplice quanto essenziale racconta di due fratelli, uno con debiti di gioco (Farrell) e l’altro megalomane (McGregor), che si inguaiano. A togliere loro le castagne dal fuoco, e offrirgli una via d’uscita, interviene lo zio materno, che di contro offre loro un’offerta che non si può rifiutare: uccidere un suo ex socio.

Rispetto al cupo “Match Point” e al più brillante “Scoop” (a mio avviso sopravvalutato il primo quanto sottostimato il secondo), “Sogni e delitti” si differenzia dai due precedenti, e forse da tutte le altre pellicole di Allen, prima di tutto per lo status dei suoi due protagonisti. I due fratelli “bamboccioni” (chi scrive è coetaneo di uno dei due, ndr) non agiscono per motivazioni quali status sociale, potere o tradimenti ma per vile, quanto disperata, mancanza di denaro. Da qui l’appunto per cui Allen non è Ken Loach (per chi non se ne fosse ancora accorto…!), arma spuntata a priori poiché ogni autore decide autonomamente, a prescindere dai gusti del suo pubblico, di raccontare la storia che gli pare. Risulta evidente che la sensibilità nella trattazione dei temi è ovviamente molto diversa, non solo rispetto a Loach, e che l’aspetto prettamente sociale risulta solo un’abbozzata cornice.

L’impianto narrativo di quest’opera infatti è in bilico tra la tragedia greca e quella shakespeariana, con guizzi d’ironia e situazioni assolutamente paradossali, e tutto sommato come insegna la cronaca nera, forse più vicina alla realtà stessa che non alla sua rappresentazione. Le situazioni descritte virano più dalle parti della tragicommedia a tinte fosche, un po’ dalle parti de “La signora omicidi” (“Ladykillers”, ndr) sia nell’originale con Alec Guinness (Obi-Wan Kenobi colpisce ancora, vero Ewan?) che nel remake dei Cohen Bros. con Tom Hanks.

Magistrale la prova dei protagonisti, oltre che di tutti i comprimari, e sulla regia nulla da dire, come sempre da manuale anche negli ammiccamenti stilistici.

Incomprensibile la scelta di qualche critico cinematografico di definirlo delitto senza castigo (il castigo c’è… vedere per credere), con tanto di travolgente colpo di scena conclusivo. Ma loro l’avranno visto davvero?

 

(Alex Miozzi)

 

 

Sogni e delitti di Woody Allen

Con Colin Farrell, Ewan McGregor

 

 

 

 

In alto: locandina film


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