SINFONIA D'AUTUNNO

Alla tavola imbandita dell’amore siedono due donne: madre e figlia.
Ma il cibo di cui hanno fame (famelica fame mai saziata del tutto), non è tutto zucchero…
Il loro pasto è intriso di dolore, incomprensione, conflitti irrisolti, errori mai dimenticati.
Un legame d’acciao che non si consuma, ma che a volte stride come una catena.
Ingmar Bergman, il grande, è un grande, lucido scrutatore di anime; e dei rapporti umani.
Nell’opera, -dal titolo così pregnante nella metafora di un rendiconto a due voci-, s’incontrano dopo anni di distanza e di “silenzio”, le due donne: madre e figlia, tanto diverse, tanto lontane, tanto chiuse nella cella della loro solitudine.
La madre, Charlotte, va a trovare la figlia; la figlia, Eva, che ha invitato la madre, l’accoglie nella sua casa per un breve soggiorno, che si abbrevierà ancor di più, poiché la madre partirà anzitempo.
Sarà una fuga la sua? E dall’in/comunicabilità si può sfuggire? Forse sì, ma dal legame forse no, poiché: “…non si finisce mai di essere genitori e figli…”.
L’incontro ha una durata nel tempo: trentasei ore appena; ma il cerchio che racchiude le due figure si dilata all’indietro sulle tracce della memoria e si proietta in avanti alla ricerca di un possibile accordo che è riconoscimento, accoglienza, forse “rischio” di perdono.
Bergman, con sguardo acuto e mano precisa, dà l’ultimo punto al cucito.
Nella lettera della figlia che raggiunge la madre ormai partita, c’è la Possibilità, questa variante al gioco che può rimescolare le carte.
Per “Argot Produzioni” uno spettacolo di vero teatro - il teatro di parola - con due valenti interpreti: Rossella Falk, la madre, cui presta la classe e l’allure della grande pianista, con il distacco che le compete; Maddalena Crippa, la figlia, cui dona la giusta intensità dolorosa e un’interiorità che non si dà pace.
Le scene, di Aldo Buti, accortamente servono alla pièce uno spazio scabro con oggetti d’arredo di una bianca nudità, che vanno e vengono, a seconda dell’uso e che sottolineano la Grande Presenza della Parola.
Quella di Panici è una oculata regia, che rispetta e riflette lo sguardo di Bergman.
(Paola Raimondi)
Giudizio: ***
ARGOT PRODUZIONI presenta:
Sinfonia d’autunno di Ingmar Bergman
Con Rossella Falk, Maddalena Crippa, Marco Balbi
Regia di Maurizio Panici
Scene: Aldo Buti
Costumi: Lucia Mariani
Luci: Franco Ferrari
Musiche: Edvard Grieg e Frédéric Chopin
Milano, Teatro Manzoni
Dal 6 al 25 maggio 2008
In alto: foto di scena © Ufficio Stampa Teatro Manzoni Milano


