SAN GALGANO E LA STORIA DELLA SPADA NELLA ROCCIA

C’è un luogo nella toscana Val di Merse, al confine tra le province di Siena e Grosseto, carico di magia e di storia. È il complesso monumentale di San Galgano, composto dall’Eremo o Rotonda di Montesiepi e dalle rovine dell’Abbazia di San Galgano.
All’arrivo, l’attenzione è catturata dallo scheletro dell’imponente abbazia che ha per pavimento il manto erboso e per soffitto il cielo. Eppure prima di aggirarsi tra i resti delle sue mura, sarebbe più giusto cominciare dall’alto, dalla collina che sovrasta l’abbazia dove sorge l’Eremo di Montesiepi. Perché è proprio qui che inizia la storia del giovane Galgano e della spada nella roccia.
Galgano Guidotti nasce a Chiusdino (Siena) nel 1148 da una nobile famiglia del luogo. L’appartenenza a un aristocratico lignaggio, l’agiatezza e l’ozio trasformano il giovane cavaliere in un ragazzo altezzoso che si abbandona ben presto ai piaceri della vita. Finché nel 1179 accade uno dei primi episodi che trasformano profondamente l’indole del cavaliere. In sogno appaiono a Galgano l’angelo Michele e sua madre. Alla donna l’angelo chiede il permesso di arruolare il figlio nella schiera celeste. Ricevuto il consenso materno, l’angelo porta Galgano con sé. È di nuovo l’esperienza onirica a segnare per sempre il ragazzo. Protagonista del secondo sogno è ancora l’angelo Michele che lo invita a seguirlo in una cappella rotonda su un monte, dove Gesù, Maria e gli apostoli lo indirizzano alla vita eremitica. Sconvolto e profondamente segnato dai messaggi divini, Galgano decide di mettersi sotto la guida spirituale dei monaci di Malavalle in Maremma. I primi di dicembre del 1180 Galgano ha una nuova, decisiva esperienza mistica. L’angelo Michele, questa volta non in sogno ma di persona, gli sbarra la strada, prende le briglie del cavallo e lo accompagna sul colle di Montesiepi. Galgano sceglie il colle quale eremo dove ritirarsi in preghiera e penitenza. Il giovane chiusdinese, allora, conficca la sua spada di cavaliere nelle fenditure di una roccia a simboleggiare, con l’elsa rovesciata, la croce, quale segno di fede e pubblica rinuncia alle armi e alla vita dissoluta condotta fino ad allora. L’esempio di Galgano viene seguito da altri giovani e intorno a lui si forma una piccola comunità. L’esperienza eremitica di Galgano, però, dura poco meno di anno. Il 30 novembre 1181 il giovane muore e viene sepolto vicino alla spada. Nel 1185, anno della sua canonizzazione avvenuta per opera di Papa Lucio III, intorno alla spada viene edificata una chiesa romanica con annesso un convento di monaci cistercensi. Ancora oggi, all’interno della cappella, è visibile la cosiddetta "spada nella roccia", testimone della conversione di San Galgano.
Ai piedi della collina si stende imponente l’Abbazia di San Galgano. Costruita tra il 1218 e il 1288 per accogliere la sempre più numerosa comunità monastica, conosce il suo maggiore splendore durante i secoli XIII e XIV ma, a partire dal secolo XV, decade lentamente e inesorabilmente, fino alla sentenza ecclesiastica di sconsacrazione del 1789. Il complesso abbaziale è costituito dalla celebre chiesa senza tetto a croce latina e da un grandioso edificio che costituisce quanto resta del convento. L’abbazia è un’icona di per se stessa. Il simbolo di questa terra. Storicamente e architettonicamente è uno dei monumenti religiosi più importanti della campagna senese e, insieme alla cappella di Montesiepi, uno dei più rilevanti esempi dell’architettura gotico-cistercense in Italia.
Ma al di là delle considerazioni artistiche, San Galgano è e rimane un luogo mistico. Un solitario rudere abbandonato in mezzo alla campagna senese da visitare specialmente al tramonto, quando i raggi del sole colorano gli inserti in travertino e accendono i mattoni rossi.
(Vania Brogi)
Foto in alto © acpb / San Galgano
Ciao, il tuo racconto è stato linkato sul miglior sito di viaggi 2008 . Puoi trovarlo qui:
http://www.trivago.it/monticiano-45881/chiesacattedralemonastero/-187176/recensione-e522992
GRAZIE e complimenti!!!


