ROSALINA FRENALILNA KOVALSKA, LA DONNA MORTA DEI BACI

Due donne, una notte, due lune. Una luna.
Perché queste due affascinanti figure femminili potrebbero essere due anime della stessa anima.
Due anime della stessa donna. Racconto di un sogno, o della realtà vista dalla finestra del sogno.
Che poi, se la vita è sogno, è quasi la stessa cosa.
La poesia di Apollinaire (che è già canto sulla carta scritta), danza e serpeggia sinuosa sulle bocche, i piedi danzanti e il legno del contrabbasso che vibra di emozione come una donna dalle gote arrossate.
Domande dispiegate, risposte di là da venire, perché i dialoghi assomigliano ai monologhi, con se stessi come con un’altra persona di fronte a noi, se è il nostro specchio.
E la figura di Rosalina Frenalilna Kovalska, vivente attraverso un nudo racconto espresso nel corpo e negli occhi, è l’ultimo fotogramma di un film onirico che dice e dipinge.
Dipinge una donna che fra i baci fa evaporare la sua essenza, come il cuore che dona ad occhi chiusi.
Le due interpreti donano grande bellezza alla loro piccola, preziosissima, creatura-creazione.
(Gaia Gulizia)
Giudizio: ***
Rosalina Frenalilna Kovalska, la donna morta dei baci
Di e con Ambra Rinaldo e Anastasia Zagorskaya
Milano, Circolo ARCI via Cicco Simonetta
Lunedì 23 giugno 2008 ore 21,30
In alto: foto di scena © Anastasia Zagorskaya


