NINO - Appunti su Antonio Gramsci

Un’austera fotografia sbiadita dal tempo e appesa nelle vecchie sezioni che appartenevano all’ormai defunto Partito Comunista Italiano è tutto ciò che si ricorda di Antonio Gramsci nell’immaginario collettivo del nostro Paese. Il filosofo, l’attento pensatore, l’intellettuale evolutivo vicino alle avanguardie storiche è conosciuto e studiato quasi esclusivamente all’estero, al di là della corrente di pensiero politico che lo contraddistingue. Roberto Rampi “solleva” con il suo studio, inserito in un progetto che prevede una serie d’iniziative (si veda il sito www.gramsci2007.it), il coperchio dei luoghi comuni e banalità che vorrebbero affossare definitivamente l’opera di Gramsci insieme al suo corpo.
Oltre all’’introduzione del curatore, l’analisi riporta la drammaturgia di A cena con Gramsci, testo firmato da Davide Daolmi – lo stesso autore di 84 e Paragrafo 175 (N.d.R.) – e messo già in scena diverse volte con la regia di Andrea Lisco, e numerosi interventi di storici, intellettuali, artisti – da Sanguineti a Vacca, da Treccani a Piccardi, da Giorello a Gaslini, ecc. – sulla poliedrica figura del filosofo. E come la stessa copertina del libro dedicata alla pop-art esprime, i diversi “colori” della figura tracciata fino ad oggi in bianco e nero acquistano solidità cromatica e novità intellettuale, conferendo a Gramsci una lungimiranza fino ad oggi poco esplorata, come l’aver previsto – in un’epoca dove ancora contava il “gran concerto” delle grandi potenze europee vincitrici o reduci della Grande Guerra – addirittura lo spostamento dell’interesse economico dall’Atlantico a quel Pacifico affacciato all’Oriente: attualmente, le analisi economiche su Cina e India come grandi potenze in divenire sono all’ordine del giorno.
La pièce non è da meno nel restituire questa figura evolutiva a Gramsci, collegando vita e stralci di pensiero alla contemporaneità e a quel Futurismo che l’intellettuale abbracciò attraverso la “megalopoli torinese metallurgica” in affinità a Marinetti e Soffici.
Quella mente che secondo il fascismo doveva smettere di pensare per vent’anni e che nel corso del secondo dopoguerra sembrava per molti tramontata, può in realtà ancora illuminare gli sviluppi culturali e politici del nuovo secolo.
(Claudio Elli)
Nino – Appunti su Antonio Gramsci a cura di Roberto Rampi – Infoarte Edizioni - € 15,00


