PUNTOELINEA BLOG STORY

2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

LE PAROLE, GL'INGANNI

 le_parole_glinganni_249

 

 

Questo libro di Ottavio Ferrario – nato nel 1942 a Legnano, e amante di pittura, letteratura, cinema, musica – è una raccolta di otto racconti (sezione Gl’inganni) preceduti da una autobiografia degli anni giovanili e dell’infanzia (sezione Le parole).

Ciò che contraddistingue la scrittura di Ferrario, caratterizzata da uno stile chiaro e sintatticamente lineare, ma mai banale, anzi frutto di una penna accorta e consapevole, sono il realismo e l’ironia, tipici di una “linea lombarda”, termine che mutuiamo dalla poesia, ma adattiamo alla narrativa, riferendoci ad autori lombardi, appunto, a partire da Manzoni per passare a Piero Chiara fino a contemporanei come Andrea Vitali. Il realismo può rischiare di essere miope, ma non manca in questo caso di indagare l’essere umano tout court, le sue paure, le sue speranze, i suoi sogni, dal momento che i personaggi, a partire dall’io narrante iniziale, che è poi l’autore stesso, diventano metafora esistenziale. Questa indagine, questo scavo interiore lo ritroviamo in particolare in alcuni racconti, come ad esempio Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, che narra le ansie di morte di un professore di Lettere. Qui il realismo si apre a un tono più lirico ed evocativo, tono che forse l’autore potrebbe tentare di approfondire in futuro, per trascendere i luoghi strettamente legati alla sua vita, in prove che attendiamo e di cui ci piacerebbe godere la lettura.

 

(Paola Barni)

 

 

Ottavio Ferrario, Le parole, gl’inganni, Prospettiva editrice 2007, p. 172.


inserisci un commento
Nome(*)
Email(*)
Url:
Ricordati di me:

Scrivi nella finestrella le lettere e numeri che vedi nell'immagine