PRANZO DI FERRAGOSTO

Opera prima per il “giovane” Di Gregorio, regista e attore sulla cinquantina, perno, narratore e mentore di una storia in cui le vere protagoniste sono quattro arzille vecchiette, a partire dalla madre (per finzione) dello stesso, a cui si aggiungono la madre e la zia dell’amministratore, e, per finire, anche la madre del medico curante. Una convivenza improbabile sotto lo stesso tetto, imposta da contingenze economiche e di salute, in prossimità del ferragosto del titolo, in una capitale marginale fatta da personaggi lontani dal luccichio della Roma che passa in televisione.
Un racconto che, dalle premesse, potrebbe essere addirittura tragico, ma che, come viene raccontato, risulta esilarante persino nelle inquadrature, dalla prima scena all’ultima.
Il factotum De Gregorio, anche sceneggiatore, costruisce una macchina narrativa quasi perfetta, azionata a dovere dalle quattro protagoniste, forza naturale della pellicola. Quattro maschere, per niente stereotipate, dalla madre del protagonista un po’ aristocratica, alle più popolane madre e zia dell’amministratore, alla sicuramente più accorta madre del medico, in perfetto equilibrio tra loro, accomunate anche dall’intento inconscio di destabilizzare ulteriormente il quasi schiavizzato Gianni, che si fa in otto per compiacerle.
Costato poco (e si vede, senza offesa!) è la dimostrazione di come si possa fare del buon cinema con idee intelligenti e con idee chiare su quello che deve vedere, e riprendere, la macchina da presa.
(Alex Miozzi)
Pranzo di Ferragosto di Gianni di Gregorio
Con Gianni di Gregorio e attori non professionisti
In alto: locandina film © mymovies.it


