PLANOMIA IN UMANITARIA - Tra realtà, sogni e ambizioni di sostenibilità

Per un disgraziato caso è di questi giorni il disastro, l’ennesimo, compiuto dall’uragano che ha sconvolto la Birmania, un altro monito circa la sempre più preoccupante situazione ambientale. Relativamente a questo problema lunedì 5 maggio, presso l’Auditorium della Società Umanitaria, è stato presentato “Il primo libro della Planomia – Realtà, sogni, ambizioni della sostenibilità”. Non solo una semplice presentazione, come ha sottolineato il presidente della Fondazione, Piero Amos Nannini, la cui ambizione sarebbe quella di crearvi al suo interno una vera e propria università di indirizzo economico rivolta allo sviluppo sostenibile (l’Umanitaria è già sede della facoltà di Mediazione Linguistica, ndr). Sulla base di un testo scritto da Giorgio Zoppi, Paolo Biazzi e Franco Mereghetti, questi ultimi anche rispettivamente tecnico delle immagini e presentatore dell’evento, un viaggio all’interno della scienza dello sviluppo (la definizione corretta di planomia) tra segnalazioni, parole, musica e immagini. Oltre a questi, come lettori degli estratti hanno collaborato Milena Conforti, Luisa da Domo, Annamaria Lisi, Silvana Munaò, Luigi Rospetti, Nicola Sisto, Alda Spini e Agostino Tazzini. Segnalo anche che buona parte di queste persone sono anche docenti in diverse discipline presso i corsi la Fondazione Humaniter, a sua volta parte della stessa Umanitaria.
Dopo una breve introduzione canora, alla chitarra, di Susana Beatriz Alvear, il discorso è partito da Talete, filosofo presocratico, e dai quattro elementi, fuoco, terra, aria e acqua. Relativamente a quest’ultima, non tutti sanno che solo il 3% del totale è dolce, e solo lo 0,08 è fruibile per ogni uso, e che due miliardi di persone, poco meno di un terzo della popolazione mondiale, è del tutto priva di servizi igienici, e che secondo previsioni realistiche fra meno di cinquant’anni un miliardo di persone costituirà i cosiddetti profughi idrici. Passando dall’assottigliamento dello strato di ozono, ormai ciclicamente da settembre a dicembre nella zona dell’Antartide, causato dai gas CFC, Cloro-fluoro-carburi, all’esplosione demografica, fino a concetti come “sostenibilità debole” e “sostenibilità forte” circa la sostituibilità e complementarietà del cosiddetto capitale naturale con quello umano, lo spettacolo ha spaziato dalla prosa, contenuta nel testo presentato, alla poesia di Eugenio Montale, Giuseppe Ungaretti, Leopold Sèngor e Giorgio Gaber, al pensiero evoluzionista di Chales Darwin, al cinema di Charlie Chaplin, “Tempi moderni”, e Ridley Scott, “Blade Runner”, fino a considerazioni di Herbert George Wells. Di pregio anche il documentario, a cura di Elisa Mereghetti, dedicato al Malawi, su come la cultura africana riesca a insegnare attraverso le arti della rappresentazione teatrale, della musica e della danza.
Citando il politologo Giovanni Sartori e il neo Premio Nobel Al Gore si scopre che in realtà la stessa economia ufficiale nel suo insieme non è sempre così attenta alla questione, e che spesso addirittura non dimostra di elaborare soluzioni sufficientemente convincenti per arginare il problema. Diversamente questo testo, grazie al contributo di esperti in vari ambiti, dall’economia alla geologia all’imprenditoria, dimostra che, volendo, è possibile affrontare queste emergenze con idee e razionalità. Non solo un infelice campionario di previsioni catastrofiche, quindi, ma anche iniziative come il progetto sostenuto dalla San Pellegrino nel progetto W.E.T. (Water Education for Teachers, Educazione all’acqua rivolta agli insegnanti ndr) rivolto a 43.000 studenti e a docenti nell’area compresa tra Milano e Torino, o l’alfabetizzazione informatica, in sintesi pur sempre crescita culturale, in alcune aree dell’Africa, solo per citare due esempi. Una valida testimonianza di come dal 2003 i membri della Planet Life Economy Foundation lavorano efficacemente e con metodo, come ha sottolineato in conclusione Emanuele Plata, autore della prefazione. E in conclusione anche un occhio al prossimo Expo milanese, che Plata si augura (e noi con lui) non sia l’ennesimo trionfo dell’opulenza, basato sul binomio calcio & moda.
Una volta tanto un esempio, anche su scala internazionale, su come si possa ragionare di ecologia e sviluppo ben lontano dai ruffiani deliri paraecologisti di Beppe Grillo, o del “tanto non mi riguarda direttamente”.
(Alex Miozzi)
Planet Life Economy Foundation, Aa.vv. – Il primo libro della Planomia
Franco Angeli - € 21,00


