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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

PECHINO-PARIGI: UN VIAGGIO LUNGO 100 ANNI

 

 

Il 10 Giugno 1907 partiva da Pechino la più incredibile e straordinaria corsa della storia automobilistica, il “Raid Pechino-Parigi”. Oggi la corsa si ripete, ma stavolta si parte da Parigi, a ritroso verso la terra dei Mandarini.

Tutto nacque come una sorta di scommessa, cent’anni fa, quando il quotidiano “Le Matin” lanciò la sua sfida pubblicamente: “C’è qualcuno che accetti di andare da Pechino a Parigi in automobile?”. In un epoca nella quale non esistevano che poche vie percorribili e zero strade asfaltate fuori dall’Europa. In un’epoca nella quale si viaggiava col treno o col cavallo, parve questa più una provocazione che una vera sfida. Si trattava di dimostrare in sostanza che l’auto potesse sostituire il cavallo. Ma un pugno di avventurieri ci provò: dei venticinque iscritti, solo in cinque equipaggi si presentarono ai nastri di partenza, pari a cinque vetture allora considerate all’avanguardia. Tre auto francesi, una Spyker olandese, e l’Itala del Principe Scipione Borghese a dar lustro al Belpaese. E alla fine fu proprio quest’ultimo a tagliare per primo il traguardo, accompagnato dal fido meccanico romagnolo Ettore Guizzardi e dall’inviato del “Corriere della Sera”, Luigi Barzini.

Ciascun concorrente provvedeva da sé all’organizzazione della gara, alle modifiche tecniche, ai rifornimenti. La macchina italiana montava ad esempio quattro serbatoi supplementari, di cui due per la benzina, uno per l’olio, e uno per l’acqua. Inoltre Borghese, non solo aveva avuto l’accortezza di sostituire i parafanghi con semiassi semovibili, ma si era anche prodigato nell’esplorare e misurare i percorsi dei primi 500 km a cavallo. Uno scrupolo e un’organizzazione necessari, ma che non sarebbero stati sufficienti senza una feroce determinazione e l’aiuto di decine di carovanieri al seguito. Come nel transito sugli impervi sentieri delle prime montagne a nord della Cina, o nei pantani delle paludi mongole, dove si riusciva a proseguire solo a forza di braccia. Ma si viaggiava anche in condizioni ambientali proibitive, dalle immense pianure senza alcun riferimento, alla calura del deserto del Gobi. Dall’immensità della foresta siberiana, col freddo e la pioggia, alle tempeste di sabbia. E poi ancora impantanamenti, guai meccanici, e battelli di fortuna per l’attraversamento dei fiumi. Praticamente un’odissea.

Ma c’era anche gloria per questi impavidi. Grazie ad una informazione via telegrafo praticamente in tempo reale, c’era un’accoglienza veramente speciale per questi novelli “Argonauti”. I ricchi e i nobili delle varie città facevano a gara per dar loro ospitalità. I membri dell’Itala, giunti per primi a Mosca, furono invitati addirittura al Gran Ballo di San Pietroburgo, che proprio di strada non era. E Borghese non si fece certo pregare per accettare l’invito, facendo una piccola deviazione di mille chilometri.

Ma ormai la parte difficile era superata, e il 10 Agosto c’era l’ingresso trionfale a Parigi, dopo ben 16.000 chilometri e con venti giorni di vantaggio sul team olandese.

Oggi, a distanza di 100 anni, la Fondazione Italia Cina ha deciso di celebrare questo evento per rinsaldare il rapporto tra i due paesi. La vecchia Itala 35/45 HP è stata rimessa su strada, dapprima con un prologo itinerante sulla penisola italica, e poi con il viaggio da Parigi a Pechino. Partiti il 20 Luglio, si prevede raggiungano la capitale rossa il 20 Settembre. Tema portante della kermesse: la sicurezza stradale e la cura dell’ambiente.

Ma sarà soprattutto una magnifica occasione per mettere in vetrina il made in Italy. Certo, nulla di paragonabile all’epica impresa di allora. Più che altro una lunga, narcisistica sfilata, passando in tutto per nove città. Nove esibizioni, nove fiere per metterci in mostra di fronte ad innumerevoli compratori stranieri, soprattutto russi e cinesi. Perché la nuova frontiera è ad oriente.

Alla conquista dell’est.

 

(Massimo Gradia)

 

 

 

 

 

 

 

 

In alto: raffigurazione dell’Itala in un dipinto di Tony Gardiner

 

 

 

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Se facessero un film su queste avventure di sicuro il protagonista sarebbe Jackie Chan! Ma dove le trovi tutte queste notizie curiose? Buone vacanze Max!!!
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