NOVECENTO

Si dice che non si è finiti fino a quando non si ha ancora una buona storia da raccontare. E’ facile ricordarsi di questa massima, un po’ il motore del monologo “Novecento”, scritto da Alessandro Baricco, e in quest’occasione rappresentato al Libero da Corrado d’Elia, assoluto one-man-band su di un palcoscenico allestito in maniera tanto essenziale quanto efficace. La storia è quella del pianista Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, presumibilmente nato a bordo del transatlantico Virginian, ponte tra il Vecchio e il Nuovo mondo, e da questo mai sceso. Una narrazione raccontata a più voci che inizia proprio il primo giorno del XX secolo, e che termina nell’immediato dopoguerra, con un conclusivo quanto tragico, e inevitabile, epilogo.
D’Elia riesce a dare spessore, appassionare, divertire e commuovere attraverso i vari personaggi, giocati esclusivamente su parola e mimica. Oltre alla capacità dell’attore-regista nell’utilizzo della voce, stavolta davvero dal bisbiglio all’urlo, oltre che nei suoi risvolti mimetici, da sottolineare anche il vorticoso dinamismo nei movimenti di scena e una velata interazione con il pubblico.
D’Elia sostiene stoicamente un testo che, soprattutto nella parte centrale, rischia di scivolare sotto i suoi stessi effetti, dall’antistorica sfida contro Jelly Roll Morton alle banalità sul jazz ad altro ancora. Il vero problema resta nel testo di questa suggestiva e celebrata favola (anche con il film “La leggenda del pianista sull’oceano”, ndr) che come praticamente tutte le altre produzioni di Baricco risente della mancanza di un vero e proprio plot.
(Alex Miozzi)
Giudizio: ***1/2
COMPAGNIA TEATRI POSSIBILI:
Novecento di Alessandro Baricco
Diretto e interpretato da Corrado d’Elia
Regista assistente: Sabina Villa
Assistente alla regia: Tobia Rossi
Scenografia: Francesca Marsella
Milano, Teatro Libero, via Savona 10
Dal 5 al 31 dicembre 2007 e dal 7 al 20 gennaio 2008
In alto: Corrado d’Elia © Teatri Possibili


