NELLA SOLITUDINE DEI CAMPI DI COTONE

Immagino di assistere al fiume di parole-pensieri di Koltès dalla finestra di casa,in una notte solitaria e ripiena di pensieri anche miei. Le parole-pensieri assumono forma e corpo,ed ecco il teatro.
Scena piena,sovraffollata di oggetti come la mente inquieta dei due personaggi. Oggetti che a poco a poco si moltiplicano,come le parole,come i gesti studiati e reiterati,coem i brani musicali,come le tonalità di una voce che urla e sussurra,cerca qualcosa che non trova. E chiede,allora chiede. Perché non può e non sa rimanere sola. Ed allora dealer e cliente sono solo un’allegoria,una sagoma di migliaia,di infiniti personificazioni dell’umanità e delle risposte che non sa darsi. Di una ricerca invariabilmente non conclusa,in inconcludenti,cariche notti di segugi sui sentieri dell’ Altro e di Qualcos’Altro.
Una versione del testo di Koltès con un carattere diverso da altre viste in precedenza,meno intima,più (apparentemente) esteriore ed estro-versa. Ma non per questo meno intensa. Bravi e presenti i due interpreti.
(Gaia Gulizia)
Giudizio: ***
KRYPTON/EGUMTEATRO
COPRODUZIONE MITTELFEST
E CONTRIBUTO DELL’ENTE CASSA DI RISPARMIO DI FIRENZE
Nella solitudine dei campi di cotone di Bernard-Marie Koltès
Traduzione di Anna Barbera
Con Fulvio Cauteruccio e Michele Di Mauro
Regia di Annalisa Bianco e Virginio Liberti
Milano, Teatro i, via Gaudenzio Ferrari 11
Dal 22 al 27 gennaio 2008
In alto: Bernard-Marie Koltès © koltes.gwen.org


