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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

MUSEO DELLA PERMANENTE - I Cerri

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MUSEO DELLA PERMANENTE

 

I CERRI - Giancarlo e Giovanni

La pittura di generazione in generazione

 

Inaugurazione mercoledì 23 gennaio ore 18,00

Apertura al pubblico  24 gennaio - 10 febbraio 2008

Orari  di apertura martedì-venerdì 10.00/13.00 – 14.30/18.30; sabato e festivi 10.00/18.30

Lunedì chiuso

Ingresso libero

 

Si inaugura mercoledì 23 gennaio alle ore 18.00 presso il Museo della Permanente di Milano la mostra “I Cerri. Giancarlo e Giovanni. La pittura di generazione in generazione.

Si tratta di un’unica esposizione che mette a confronto i linguaggi espressivi di due protagonisti della cultura artistica milanese, padre e figlio, attraverso una lettura incrociata di tredici quadri di grandi dimensioni. Dalle ampie e nitide campiture cromatiche di Giancarlo Cerri, classe 1938, alle vedute urbane del figlio Giovanni, luoghi abbandonati ma nello stesso tempo in metamorfosi continua. Due modi diversi eppure simili nei loro silenzi di vivere la pittura e di esprimere i propri sentimenti.

Nelle tele del padre Giancarlo la pittura è la vera protagonista, non l’oggetto rappresentato, e nelle Grandi sequenze esposte in mostra viene raggiunta una perfetta sintesi espressiva frutto di una rinnovata esigenza estetica. L’artista stesso più volte ha sottolineato che ama “la pittura pura” e le sue opere sono mise en espace pittoriche raffinate, cromaticamente energiche che sottendono un astrattismo concreto. Il suo è  un modo di insistere sulla tela corposo, ricco, per campiture contrastanti che più di ogni parola riescono a rappresentare la sintesi e l’energia della sua pittura, e che hanno nel colore nero il punto che tiene insieme la composizione.

 

Dalle tele estetizzanti del padre e dal suo bisogno di “annusare la pittura” alle opere su carta di giornale del figlio Giovanni, seguace della neo-figurazione di impronta espressionista. Un modo soltanto didatticamente contrapposto al padre, ma che invece è profondamente  affine, perché per lui i fogli di giornale non sono un cercare materiali sostitutivi su cui dipingere, ma più semplicemente sono le sue tele. La carta viene prima sporcata, calpestata e  sottoposta a un degrado  veloce, e poi imbrattata con  colori a olio con la stessa forza pittorica del padre.  Solo così Giovanni Cerri rende giustizia alle immagini delle sue città invisibili, anch’esse stracciate, pestate e abbandonate ai loro colori cupi e grigi. Stralci urbani su cui l’artista lavora con assiduità, mettendo in evidenza  pochi elementi, a volte simboli di una città che una volta conosceva la vita. Accanto ai chiaro-scuro delle città fantasma in mostra sono esposti i suoi volti assenti che raccontano il silenzio. Nell’opera di Giovanni Cerri la costante sono i fogli di quotidiani, accostati in maniera confusa, che alla fine della composizione ne diventano parte attiva, unica memoria  di un mondo ormai lontano da quello del padre, dove tutto si consuma con velocità atomica, dal sesso allo sport, dalla politica alla fede.

 

 

Entrambi gli artisti sono presenti nella raccolta museale della Permanente.

Catalogo in galleria. Testo critico di Antonio D’Amico. Interviste di Luca Pietro Nicoletti.

 

www.lapermanente-milano.it

 

 

In alto: Giancarlo Cerri, Grande sequenza, 2001, olio su tela cm. 150 x 130

© Studio De Angelis

 

 

 

 

 

 

 

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