MILANoLTRE - Assoiffés

Una grande sete. Di “sapere” infine qualcosa. Un’esigente sete, diremo, che non coinvolge solo un adolescente, come accade su questa scena. Ma persone di ogni età.
Chi è alla ricerca di una risposta più calda.
Infatti, come ci dice la scheda dello spettacolo, “Assoiffès è una storia sull’adolescenza e sulla difficoltà di diventare adulti.” Ma è anche la storia, parallela, dei ricordi d’adolescenza dell’antropologo Boon, che non ha ancora trovato una barca con la quale solcare le domande che i suoi sogni insoddisfatti gli hanno lasciato.
Murdoch e Norvège esprimono in modo totalmente opposto, in apparenza, la loro (in)sofferenza: con la logorrea e con un chiuso, isolato, silenzio. Ma quanto silenzio nasconde, quella foresta di parole, e quante parole esprime, quel silenzio….canteranno insieme uno splendido, carico silenzio, un giorno.
Intensa la resa di alcuni momenti di questo spettacolo multimediale: suoni, videoproiezioni, parola.
La porta immota che chiude Norvège dal mondo esterno, che si infiamma e spegne, insieme all’aborto del nero nel suo ventre, sarebbero un perfetto seme dal quale creare una nuova performance a sé stante.
(Gaia Gulizia)
Giudizio: ***
MILANoLTRE - Assoiffés di Théâtre Le Clou (Québec)
Milano, Teatro dell'Elfo, via Ciro Menotti 10
Dall'8 al 10 ottobre 2008
In alto: foto di scena © Simon Menard
© Ufficio Stampa MILANoLTRE


