MASCHERINI E LA SCULTURA EUROPEA DEL '900 A TRIESTE

Fino al 14 ottobre, il “Salone degli Incanti”, il nuovo centro espositivo d’arte moderna e contemporanea, nato dal recupero della grande ex- Pescheria Centrale di Trieste ed il vicino Museo Rivoltella, ospiteranno la mostra “Mascherini e la scultura europea del ‘900” , nella quale saranno presentate ben 113 opere, di cui 65 firmate da Mascherini e una cinquantina da autori di rilievo della scultura del secolo scorso: un’occasione unica per percorrere un itinerario d’autore dentro l’arte del Novecento espressa nella scultura, ma anche nella pittura e nell’architettura. Infatti il biglietto è unico per le due location, ma è anche l’intera città a consentire con un itinerario organizzato apposta, di immergersi completamente nell’arte del Novecento in molte delle sue più interessanti espressioni.
Infatti questa ampia retrospettiva dedicata a Mascherini, uno dei più interessanti scultori europei del Novecento e uno dei non molti italiani ad avere un mercato ed un collezionismo effettivamente internazionali, è, per sua struttura, una sorta di viaggio dentro la scultura italiana ed europea del secolo scorso.
Il centenario della nascita dell’artista (1906-1983) ha offerto l’occasione per questa fitta serie di manifestazioni celebrative, che hanno riportato all’attenzione del pubblico un personaggio già molto amato, eppure ancora da riscoprire in tanti suoi risvolti. La mostra, voluta dal Museo Rivoltella, chiude un anno particolarmente intenso con una proposta un po’ diversa dalla consueta retrospettiva del centenario, in cui la vicenda di Mascherini offre anche lo spunto per una riflessione più ampia sulla scultura del ‘900.
Percorrendo le sale rinnovate di Palazzo Brunner, annesso alla storica residenza del barone Pasquale Revoltella, si può ammirare una rappresentativa selezione delle numerosissime opere acquisite dal 1872 in poi per questa Galleria d’Arte Moderna, una sorta di sezione introduttiva di particolare interesse, dove i visitatori potranno immergersi nel clima culturale della Trieste di inizio ‘900, l’ambiente in cui è maturata la vocazione artistica di Mascherini, tra le opere degli scultori locali di poco precedenti o suoi contemporanei come Ruggero Rovan, Franco Asco, Giovanni Mayer, Carlo Hollan e Giovanni Marin, ma anche di grandi nomi come Leonardo Bistolfi.
Le opere di Mascherini, in un arco di tempo che va dalla metà degli anni Venti all’inizio degli anni Settanta, sono poi poste in correlazione ed a confronto con un’ accurata selezione di pezzi di altri artisti: articolata in quattro piani, propone, al terzo piano, gli autori italiani del secondo Ottocento (Fattori, Induno, Palizzi, Morelli), al quarto, gli acquisti effettuati, tra la fine dell'Ottocento e la prima guerra mondiale, alle Esposizioni Internazionali (De Nittis, Nono, Ciardi, Trentacoste, Canonica, Bistolfi, Carena, Von Stuck, Zuloaga), al quinto piano gli artisti del primo Novecento a Trieste e in Italia (Marussig, Bolaffio, Cadorin, Croatto, De Maria, de Pisis, Mancini, Moranti, Nathan, Nomellini, Previati, Savinio, Sbisà, Sironi, Tosi,Timmel, Dudovich, Casorati, Sironi, Carrà, de Chirico, Martini) e, in una galleria più piccola, gli artisti del Friuli-Venezia Giulia degli ultimi cinquant'anni (Zigaina, Afro, Dino e Mirko Basaldella, Spacal, Perizi), mentre i protagonisti del panorama nazionale del secondo Novecento (Burri, Caporossi, Tassinari, Corpora, De Luigi, Leonor Fini, Fontana, Gentilini, Emilio Greco, Guttuso, Manzù, Marino Marini, Mattia Moreni, Ennio Morlotti Anton Zoran Music, Fausto Pirandello, Arnaldo Pomodoro, Prampolini, Santomaso, Vedova, Viani, per citarne alcuni), trovano posto nella grande sala del sesto piano che si apre alla vista della città e del mare. Da qui si può uscire sulla grande terrazza, disegnata da Carlo Scarpa, per godere della vista di uno splendido panorama.
Grazie ad una ricerca paziente e accurata, è stato possibile rintracciare opere in tutta Europa, nei più prestigiosi musei (dalla Tate Gallery al Musée Royal e al Middelheim Museum di Anversa, dal Centre Pompidou al Museum der Bildenden Kunste di Lipsia, dalla Galleria Mestrovic di Spalato al Museo Zadkine di Parigi, per citare gli stranieri, ma anche nelle gallerie d’arte moderna di Milano, Torino, Firenze e Roma) e in moltissime collezioni private di tutta Italia e per questo si possono ammirare anche capolavori di Max Klinger, Adolfo Wildt, Ivan Mestrovic, Ossip Zadkine, Reginald Butler, Lynn Chadwick, Kenneth Armitage, Aristide Maillol, Henry Moore e Pablo Picasso.
La carriera di Mascherini iniziò prestissimo e trovò subito occasioni importanti per farlo emergere come scultore a livello nazionale, tra cui le Biennali di Venezia del 1936 e del 1938, che gli valsero l’acquisto di due opere dalla Galleria Nazionale d’Arte Moderna. La sua prontezza visiva, la sua capacità di allargare lo sguardo e di rielaborare linguaggi antichi, quali la grecità arcaica, l'arte etrusca, la bronzistica rinascimentale insieme a quelli moderni, unita alla sua incredibile capacità di incontrare il gusto di un colto e sofisticato mercato internazionale, fanno di Mascherini un vero “unicum” nell'arte triestina e italiana del Novecento, che qui viene accuratamente indagato proprio alla luce di questa sua fiduciosa apertura verso le molteplici lingue della modernità.
Per questo i curatori della mostra, Flavio Fergonzi e Alessandro Del Puppo, hanno voluto proporre una mostra di contesto, divisa in dieci sezioni, che prova ad affrontare la questione dei riferimenti, del rapporto di dare e avere con altri scultori e che può restituirci la piena specificità delle scelte stilistiche di Marcello Mascherini lungo mezzo secolo di storia della scultura italiana ed europea.
Di questo artista “civilissimo e barbaro”, secondo la definizione che su di lui coniò il poeta Alfonso Gatto, colpiscono, però, assieme alla capacità e al desiderio di conoscere e confrontarsi con la scena internazionale, il piacere di isolarsi nel suo mondo, e il mito, sapientemente da lui stesso alimentato, di una solitaria e sdegnosa autoreferenzialità. Tuttavia Mascherini seppe coltivare un collezionismo tanto intelligente ed affezionato che gli permise di raggiungere presto e mantenere per sempre, un posto di
rilievo tra gli scultori italiani del XX secolo.
La mostra “Mascherini e la scultura del Novecento”, promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Trieste, è diretta da Maria Masau Dan, Direttrice del Museo Revoltella di Trieste ed è stata realizzata grazie anche al contributo essenziale fornito dagli eredi di Mascherini, che hanno creato un Archivio intitolato allo scultore, e dallo Studio del ‘900 di Claudia Gianferrari.
Mascherini e la sua esposizione offrono inoltre un importante “pretesto” per addentrarci nella storia di un intero secolo in una città che da quella storia è stata fortemente plasmata: seguendo infatti l’itinerario che Trieste dedica a “Mascherini Monumentale”, ovvero alle numerose opere che l’artista creò per le piazze della città, si è invitati ad ammirare molti, importanti e spesso originali esempi dei diversi momenti dell’architettura del Novecento in una città che, forse più di altre, ha vissuto, per tutto quel secolo, cambiamenti che, stratificandosi, hanno lasciato alte testimonianze dei più diversi movimenti e stili.
(Loredana Grandi)
Mascherini e la scultura del Novecento
Trieste, Museo Revoltella (via Diaz 27)
Centro d’arte moderna e contemporanea dell’ex Pescheria centrale (Riva Nazario Sauro.)
Fino al 14 ottobre 2007. Orario: 10.00 – 20.00
Biglietto unico per le due sedi:
Intero ¤ 7
Ridotto ¤ 4
Catalogo Electa
Per informazioni e prenotazioni:
Museo Rivoltella Tel. 040-6754350 / Fax 6754137
In alto: Sirenetta di Marcello Mascherini
© Museo Revoltella Trieste


