MARIA CALLAS - Una tragedia da camera

Maria Callas in una stanza.
Una stanza “tutta per sé” che non può che essere un palcoscenico.
Perché “vissi d’arte,vissi d’amore”,così sia e così è stato per una donna che non poteva prescindere dall’artista. Perché l’arte è qualcosa che definisce,non si stacca dalla pelle,è pelle, quando nasce con te.
Ascoltiamo le parole di memorie in fiamme di una donna che guada la sua vita passata,ma non ancora e mai come spettatrice. Sempre e comunque da attrice. Perché agisce ancora con le emozioni provate e riaffiorate in una vita folle e disperata,come non poteva non essere. E lo spettatore guarda ed ascolta i gesti. Osserva la controscena della sua ancor giovane controparte (alter ego? Coscienza? La sua giovinezza?) che non la risparmia,le fornisce sarcasmo ed ulteriori riflessioni.
L’arte,l’amore. L’amore,l’arte. Se non c’è l’uno,non ci può essere l’altro.
E dedicarsi totalmente al servizio di questi due essenziali demoni,è stata l’unica via per questo essere umano. Ce lo dice piano,a lume di candela. Ce lo fa intuire, con gli occhi.
Brave le attrici,ma le parole sono state forse troppe. La percezione, a volte, era di una pausa di silenzio.
Un lungo silenzio ,su cui adagiarsi per “sentire”.
(Gaia Gulizia)
Giudizio: ** ½
QUINTO SETTANO presenta
Maria Callas (una tragedia da camera) di Gildas Sansebastiano
Traduzione, adattamento e regia di Ottavia Lanza
Con Anna Coppola e Silvia Quarantini
Scene e costumi: Maria Chiara Vitali e Gilda Esposito
Musiche: Matteo Buzzanca
Luci: Claudine Castay
Aiuto regia: Francesca Santarelli
Coreografia: Alessia Ciusa
Realizzazione costumi: Sartorie Tirelli
Milano, Teatro Litta (Sala Cavallerizza), C.so Magenta 24
Dal 5 al 17 febbraio 2008


