L'ORGOGLIO DI BAGHDAD - Quattro leoni contro la guerra

Le storie che hanno come protagonisti gli animali hanno sicuramente un grande vantaggio. Come ha capito il mondo del fumetto e dell’animazione negli ultimi settant’anni, almeno, e non soltanto loro, se a muoversi sulla scena non sono esseri umani la libertà narrativa è sicuramente maggiore, e certamente meno costretta da vincoli convenzionali.
Per raccontare il preludio e l’inizio della II guerra in Iraq gli autori di questa eccellente graphic novel, per altro liberamente ispirata a una storia purtroppo vera, gli autori hanno scelto come attori quattro leoni, il leone Zill, la giovane leonessa Noor, insieme al suo cucciolo Ali, e la più anziana e saggia Safa. Durante un bombardamento americano sulla città i quattro protagonisti riescono a fuggire dallo zoo cittadino. Tra lugubri ricordi di una precedente libertà, lo spaesamento della nuova appena conquistata, oltre a interrogativi vecchi come il mondo ma sempre attuali, e il contingente problema di nutrirsi, la realtà diviene più dura di quel che si immaginavano. Anche animali di altre specie fanno la loro comparsa, in un tutti contro tutti decisamente pessimista. In compenso la presenza umana, e con essa l’effetto del suo agire, come al solito si rivela assai più bestiale.
Si tratta di una favola dai molteplici piani di lettura, triste ma delicata, struggente nel tragico e inevitabile epilogo. Vaughan, dopo i successi di “Y: l’ultimo uomo” ed “Ex Machina” Vaughan dimostra intelligenza e sensibilità. Il racconto ha stile, ed è sicuramente più vicino al “Re Leone”, ma solo per quel riguarda alcuni aspetti psicologici, che non al resto del bestiario disneyano. I disegni del canadese Henrichon sono personali e molto efficaci, così come lo è la colorazione.
Il messaggio proposto, ossia il caro prezzo della libertà, è chiarissimo, e vista la sorte proprio di quella guerra, ormai difficilmente rifiutabile. Un esempio di come si può dire grandi cose narrando piccole storie.
(Alex Miozzi)


