L'ODORE ASSORDANTE DEL BIANCO

Il bianco, assenza di suono.
Il bianco, suono troppo assordante perché grida l’incapacità di trovare la strada verso sé.
Bianco: nudità senza difese, assenza di appigli, follìa del dolore.
La “puzza” forte della sofferenza che ad un certo punto non si sostiene più.
Partendo dal percorso biografico di sofferenza di Van Gogh, recluso nel 1889 nel manicomio degli orrori di Saint-Paul-de-Manson, si toccano con mano secca ed essenziale i volti della realtà-non realtà in cui un’umana mente e la sua anima si ritrova a nuotare, e molto spesso ad annegare.
Essenziale, secondo il mio personale giudizio, anche l’aspetto della fame “biologica” , primaria di un artista di tradursi al mondo ed a se stesso attraverso la propria creatività: un’àncora che, se smarrita o negata, porta alla fine totale.
Di impatto la traduzione scenica-visiva delle visioni sofferenti di Van Gogh, che appaiono sotto forma di profondi , lontani colonnati d’ombra, attraverso un velo.
Il pregio del testo e della messinscena è quello di rendere la sensazione di incomunicabilità, di smarrimento della mente, attraverso il continuo mutare dell’attribuzione del “ruolo di realtà” di quello che si vede e che si sente, tanto che alla fine ci si ritrova addosso lo stesso tipo di spaesamento che si ha dopo aver girato su se stessi per dieci minuti.
Ma tale profondissimo, complicatissimo tema si potrebbe affrontare forse anche in modo meno “naturalistico”…nonostante gli attori mantengano una costante ed abile presenza di scena, mancano alcune “sfumature”.
Come dice Van Gogh, se si potesse aprire la mente con un’intervento chirurgico, estrarre ciò che si vuole dimenticare e poi richiudere….solo da questo potrebbe partire un viaggio profondo mille leghe sotto i mari.
(Gaia Gulizia)
Giudizio: **1/2
Produzione
TEATRO METASTASIO STABILE DELLA TOSCANA
L’odore assordante del bianco
Testo e regia di Stefano Massini
Con Mauro Malinverno, Antonio Fazzini, Roberto Posse Fernando Maraghini
Massimiliano Paggetti, Roberto Gioffrè
Scene: Laura Benzi
Costumi: Micol J. Medda
Luci: Roberto Innocenti
Milano, Teatro dell’Elfo, via Ciro Menotti 11
Dal 6 al 18 maggio 2008
In alto: foto di scena © Ufficio Stampa Teatridithalia


