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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

L'IGNORANTE E IL FOLLE

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C’è un evento, durante il primo atto, che si può considerare rivelatore: è lo Strappo.

E’ semplicemente uno strappo alla manica dell’abito di scena de “La Regina della Notte”, la cantante soprano che, come viene spesso ripetuto, sa interpretare a magnificenza ..”le colorature” dell’opera mozartiana.

Ma è uno strappo vitale, o, se preferiamo, un attacco virale: al meccanismo perfetto, di bambola meccanica, in cui si è trasformata l’artista, dove è viva, quasi una creatura autonoma per l’appunto, solo la voce.

Ed è in quel momento, di panico assoluto, di terraferma scossa da un terremoto (amplificato nel suono), dove: - gli occhi sbarrati, i movimenti convulsi, i gesti affannati, ma stesi in reiterato andamento al rallentatore da cinema muto- tutto si concentra nella tragedia somma dell’incrinatura, che si rivela totale, l’orrore.

Secondo testo teatrale di Thomas Bernhard, “L’ignorante e il folle”, rappresentato per la prima volta nel 1972 al Festival di Salisburgo e diretto da Claus Peymann, suscitò allora polemiche ed oggi ancora ci sconcerta, ci provoca, sovverte le impalcature della nostra ragione fino a farci penetrare in una storia di…”ordinaria follia” ? …che è poi la vita stessa; o l’ordine costituito in cui abbiamo meccanizzato la vita.

In un camerino da teatro d’opera, che esala colori drappeggi ed odori da cassa mortuaria (non a caso sprofondiamo, si può dire, nel rosso e nero a tinte fosche), assistiamo all’inenarrabile, inarrestabile dissertazione – dissezione del Dottore che ci propina anatomia di cadaveri con un linguaggio pulp che gronda sangue; mentre uno stralunato Padre affonda nell’etere della cecità e dell’alcool, più assente che presente…

Si attende la cantante; arriva: s’imbianca il viso, con gorgheggi-strilli, esce di scena per entrare in scena; canta: ma anche il canto è virtuale, apparendo, già morto, in una ripresa immagine sul grande specchio…

Il secondo atto, li vede attorno a un tavolo attorniato da acquari, ad una cena che si consuma a poco a poco nell’oblio finale, quando tutto precipita nel buio e ancora sopravvivono le voci, le parole…inutilmente.. 

E noi..siamo ignoranti o folli?

Con la regia di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia uno spettacolo dove Ironia e Filosofia si intrecciano e ci tentano ad interrogativi sull’arte e sulla vita.

 

(Paola Raimondi)

 

 

Giudizio: **1 / 2  

 

 

 

 

Produzione TEATRIDITHALIA

 

L’ignorante e il folle di Thomas Bernhard

Traduzione di Roberto Menin

Uno spettacolo di Ferdinando Bruni e Francesco Frongia

 

Con Ferdinando Bruni, Ida Marinelli, Corinna Agustoni, Luca Toracca

Luci: Nando Frigerio

Suono: Giuseppe Marzoli

 

Milano, Teatro dell’Elfo, via Ciro Menotti 11

Dal 25 marzo al 20 aprile 2008

www.elfo.org

 

 

 

 

 

 

In alto: foto di scena  © Ufficio Stampa Teatridithalia

 

 

              

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