LEONARDO: UNA MOSTRA IMPOSSIBILE

Un anno intero di eventi nel segno del grande genio del Rinascimento: la città ducale lombarda ha iniziato a celebrarlo con un ricchissimo calendario di iniziative, rassegne ed appuntamenti d’arte, tanto da definirsi come Vigevano 2009, anno di Leonardo.
Il progetto dal titolo emblematico “Leonardo e Vigevano”, è stato ideato ed organizzato dal Comune di Vigevano, Provincia di Pavia, Fondazione Banca del Monte di Lombardia e Consorzio A.S.T Agenzia per lo Sviluppo Territoriale ed intende proporre mostre, far conoscere e promuovere laboratori interrativi ed esperienze multimediali, invitare a percorsi storico-ambientali, a degustazioni ed acquisto di prodotti agricoli, secondo un percorso volto a coniugare la valorizzazione degli ingenti beni culturali e storici della città con la capacità attrattiva del territorio nel corso di un intero anno. L’obiettivo più generale è la costituzione di un centro di ricerca, dove sviluppare e sperimentare le nuove tecnologie da coniugare a una moderna fruizione dei beni culturali: una Piazza Ducale ed un castello Visconteo-Sforzesco con caratteristiche uniche al mondo, una tradizione imprenditoriale con eccellenze nel comparto calzaturiero e nella tecnologia dell’area ‘pelle’, un ambiente naturale di pregio e la presenza del Parco fluviale della Valle del Ticino, a soli 30 chilometri da Milano, fanno di Vigevano e del suo territorio un’imperdibile meta per un turismo qualificato.
Fino ad aprile 2010 quindi la figura di Leonardo, che conobbe Vigevano e vi soggiornò, sarà il punto di incontro delle diverse risorse del territorio, quali ambiente, natura, storia, arte, rivelando un aspetto meno noto, ma di grande fascino del genio, ovvero quello di uomo nuovo del Rinascimento che si interessava di acque, architettura e agricoltura. Memorabili furono a tale proposito due frasi del maestro: la prima annotata da Leonardo nel 1494 nei suoi scritti, “Adì 2 febbraio 1494 alla Sforzesca ritrassi scalini 25 di 2/3 l’uno larghi braccia 8….” [ MS. H, f.65v.] e la seconda più tardi nel 1506-1510 [COD. Hammer, f.32v.] frutto di uno dei suoi viaggi nei dintorni di Vigevano presso la villa Sforzesca, primo esempio in Italia di azienda agricola sperimentale fortemente voluta da Ludovico il Moro ed interessata da imponenti lavori di sfruttamento delle acque, proprio negli anni di permanenza di Leonardo a Milano.
L’anno di Leonardo è già stato ufficialmente aperto con l’inaugurazione di due iniziative in contemporanea al Castello di Vigevano: la prima è la mostra dal titolo “Leonardo: una mostra impossibile. L’opera pittorica di Leonardo da Vinci nell’epoca della sua riproducibilità digitale”, mentre la seconda, dal titolo “Le acque ducali, la villa Sforzesca, il Ticino”, testimonia, attraverso documenti, filmati e ricostruzioni interattive, la presenza di Leonardo a Vigevano e i lavori di ingegneria idraulica nella valle del Ticino per la costruzione della quattrocentesca villa Sforzesca: entrambe le mostre sono visitabili fino al 30 giugno.
“Leonardo: una mostra impossibile …” è stata ideata dalla RAI - Radiotelevisione Italiana, e presenta nella Strada Sotterranea le riproduzioni digitali dell’opera pittorica di Leonardo in un allestimento scenografico di grande suggestione. Per l’occasione vengono infatti esposte al pubblico, in scala 1/1 ad altissima risoluzione tutti i diciassette dipinti leonardeschi, tra cui la Gioconda, la Vergine delle Rocce, la Dama con l’ermellino, e la celeberrima Ultima Cena che, per le sue dimensioni, troverà spazio in una chiesa sconsacrata vicino a Piazza Ducale, da poco restaurata e che consentirà anche di ammirare una straordinaria tela di Giovan Battista Crespi, detto il Cerano. L’iniziativa è parte del progetto Le mostre impossibili, ideato e diretto da Renato Parascandolo, e realizzato presso il Centro di Produzione TV della Rai di Napoli, nata da una riflessione sulla riproducibilità dell’opera d’arte nella nostra epoca. Infatti, l’impiego di tecniche digitali d’avanguardia permette di realizzare riproduzioni di altissima definizione di qualsiasi affresco, dipinto o pala d’altare, ponendo lo spettatore virtualmente di fronte all’opera d’arte originale. Inoltre, il particolare allestimento, caratterizzato da una diapositiva grande come la tela originale, priva di cornice, retroilluminata da una luce diffusa, permette al visitatore di cogliere le correzioni e le cancellazioni sottostanti, dovute ai ripensamenti dell’artista, assolutamente invisibili nel dipinto originale.
“Le acque ducali, la villa Sforzesca, il Ticino” invece è allestita negli spazi della Seconda Scuderia ed è suddivisa in tre sezioni: la prima, curata dal Consorzio Est Sesia, ripercorre con riproduzioni e filmati la storia delle acque della città di Vigevano con particolare riferimento al periodo sforzesco e questo studio dei corsi d’acqua consente così di attivare e proporre ai visitatori percorsi naturalistici, pedonali e ciclopedonali. dei mulini di Vigevano citati da Leonardo, della campagna vigevanese e dei boschi del Parco del Ticino. La seconda sezione propone invece un progetto innovativo “in progress” sviluppato dalla Università di Pavia, con la Facoltà di Ingegneria - Dipartimento di Informatica e Sistemistica e con il Dipartimento di Scienza della Letteratura Arte medievale moderna: con l’ausilio delle tecnologie multimediali viene ricostruito in forma virtuale il borgo della Sforzesca, concentrando l’attenzione sul Colombarone, uno dei primi esempi tipici della villa quale cascina a corte della pianura padana e sul Mulino della Scala, citato negli scritti di Leonardo, che è esistente ma non è visitabile e, di conseguenza, completamente sconosciuto. Infine la terza sezione, curata dal Parco Lombardo della Valle del Ticino, consente di conoscere la risorsa “acqua” costituita dal Ticino, il suo straordinario ambiente, la flora, la fauna, l’utilizzo moderno del grande fiume.
Proseguendo nell’anno, dal 19 settembre 2009 al 5 aprile 2010, sempre il Castello di Vigevano ospiterà “Il laboratorio di Leonardo - I codici, le macchine e i disegni”, un grande evento, prodotto da Leonardo 3, che proporrà un’esperienza “totale” su Leonardo da Vinci. Grazie a tecnologie innovative il pubblico conoscerà i codici più importanti del grande Genio ed inedite ricostruzioni fisiche e digitali di strumenti straordinari come la Macchina Volante, il Leone, oltre a entrare in contatto con i disegni e i dipinti presentati con la tecnologia HyperView. Per la prima volta i visitatori potranno sfogliare virtualmente, grazie alla tecnologia Virtual Codex, il Codice Atlantico, il Codice del Volo e il Manoscritto B di Leonardo da Vinci. Ma non sarò tutto, perché le macchine “prenderanno vita” dal foglio in 3D, cosicché i progetti più complessi di Leonardo risulteranno comprensibili al grande pubblico. Infatti, oltre a ingrandire i particolari con un dettaglio mai visto prima d’ora, i principali disegni saranno illustrati da animazioni tridimensionali e da modelli fisici, che li renderanno immediatamente comprensibili nei loro meccanismi. L’iniziativa intende rappresentare la più ampia e affascinante collezione di scritti e disegni di Leonardo da Vinci mai presentata in Italia ed abbracciare un significativo periodo della vita dell’artista, architetto, ingegnere e scienziato. Il fascino di questa esposizione è dato dalla sua eterogeneità: ci si troverà infatti in maniera imprevedibile dinanzi a straordinari disegni dedicati alla meccanica, all’ingegneria, all’architettura, alla matematica, alla geometria, all’astronomia, alla botanica, alla zoologia, all’anatomia, alle arti militari e alla fisica.
Per finire poi, dal 3 ottobre 2009 al 31 gennaio 2010, si aprirà la mostra “Splendori di corte. Gli Sforza, il Rinascimento, la città”, curata da un comitato scientifico composto da Giorgio Chittolini, Alberto Ghinzani, Luisa Giordano, Mariolina Olivari, Giovanni Patrucchi, Vittorio Sacchi, che indagherà i legami tra la città di Vigevano, la signoria sforzesca, la figura di Leonardo da Vinci e le sue tracce sul territorio, dando particolare importanza alle testimonianze presenti in tutto il territorio lomellino. Al Castello di Vigevano, oltre a dipinti, sculture lignee, iconografie e ritratti, affreschi, arazzi, monete, bassorilievi, tutti del periodo rinascimentale, saranno esposte alcune opere di artisti di scuola leonardesca. Il ducato degli Sforza infatti coincise a Vigevano con una vera e propria età dell’oro. Soprattutto l’affetto degli ultimi due duchi, Ludovico il Moro nato a Vigevano e Francesco I, fecero della città una piccola Milano, in tutto e per tutto raffinata e ricca come la capitale ed i migliori architetti, pittori e scultori milanesi furono impiegati anche a Vigevano, a partire da Leonardo, Bramante e Bramantino. Sulla scorta delle committenze ducali, poi anche le confraternite e le famiglie più cospicue della Lomellina, tra quattro e cinquecento, fecero a gara nel farsi promotrici di iniziative che portarono nei paesi del territorio dipinti, sculture lignee, tessuti preziosi, oreficerie. Di questo ricco patrimonio rimangono ora alcune vestigia, che la mostra testimonierà, per dare un’immagine dello splendore che caratterizzò questo periodo. Per la prima volta, si potranno ammirare nella loro interezza i tre magnifici “Compianti” lignei lomellini (Vigevano, Gropello Cairoli – Maestro lombardo (forse Brescia) attivo tra fine XV e inizio XVI sec, Gambolò – Giovanni Angelo del Maino e Bottega, tra 1532 e 1536.), tre capolavori assoluti della scultura lignea del Rinascimento lombardo, mai presentati assieme, né in formazione completa. Sono pronti a tornare a Vigevano anche alcuni importanti frammenti ricamati in oro, finora del tutto sconosciuti, provenienti dalla cattedrale di sant’Ambrogio, presentati a fianco di altri manufatti tessili straordinari, come il paliotto del Duomo, oltre a dipinti, codici miniati, sculture, monete, affreschi staccati provenienti da chiese e castelli della Lomellina.
Il percorso si completerà affiancando alla mostra in Castello la possibilità di visitare il Museo del Tesoro del Duomo, dove è esposto ciò che rimane del tesoro che Francesco II volle donare alla sua città natale prima di morire, prima fra tutti la grande Pace, considerata un vertice dell’arte orafa milanese del primo Cinquecento, e l’importantissimo nucleo di arazzi fiamminghi.
(Loredana Grandi)
Leonardo: una mostra impossibile. L’opera pittorica di Leonardo da Vinci nell’epoca della sua riproducibilità digitale
Le acque ducali, la villa Sforzesca, il Ticino
Vigevano, Castello Visconteo (Piazza Ducale) - Informazioni: tel. 0381.692037
Orari: dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 19.00. Lunedì chiuso
Ingresso: intero, 3.00 Euro; ridotto: 2,00 Euro.
Fino al 30 giugno 2009
Prossimamente:
Dal 12 settembre 2009 al 5 aprile 2010
Vigevano, Castello Visconteo (Piazza Ducale) - Informazioni: tel. 0381.692037
Il laboratorio di Leonardo - I codici, le macchine e i disegni
Dal 3 ottobre 2009 al 31 gennaio 2010
Splendori di corte. Gli Sforza, il Rinascimento, la città
In alto: presunto autoritratto di Leonardo da Vinci, 1513
Torino, Biblioteca Reale
Ormai Leonardisti, scienziati, storici dell'arte hanno ampiamente discusso circa la l'impossibilita che il personaggio ritratto non sia e non potrebbe mai essere Leonardo Da Vinci e cio per una serie di considerazioni storiche incontestabili!
Purtroppo, forse per mere ragioni di carattere speculativo, le amministrazioni continuano a evitare confronti scientifici che porterebbero alla sola demolizione di una teoria del tutto casareccia circa il reale volto di Leonardo.
Anche quest'anno numerose scoperte hanno ineterssato questo tema, come la riscoperta ad opera del medievista Nicola Barbatelli, di una tavola lignea raffigurante il volto di Leonardo (oggi definito "leonardo lucano o di Acerenza").
Una commissione di scienziati (quelli veri), studiosi e storici dell'arte hanno condotto una fittissima attivita di indagini scientifiche che hanno dimostrato che la tavola cosiddetta lucana ha una datazione che corrisponde alla vita di Leonardo, i pigmenti utilizzati sono compatibili con le opere del genio, e sulla stessa pellicola pittorica sono state ritrovate numerose impronte digitali di Leonardo.
Questi risultati saranno resi noti appena la commissione scientfica, guidata dai Prof. Festa, Capasso, Terrasi, docenti delle rispettive Universita di Chieti e Napoli, completera' i rapporti.Tali risultati saranno di fatto pubblicati sullarivista "Nature" una delle più antiche ed importanti raccolte scientifiche esistenti, forse in assoluto quella considerata di maggior prestigio nell'ambito della comunità scientifica internazionale.
Da tali studi è emerso che esiste una compatibilita tra il volto di Leonardo realizzato dall'allievo Melzi e quello lucano, come sembrerebbe inesistente il rapporto con ritratto di Torino.
A questo punto continuare a credere che l'opera conservata presso la Bibliotca Reale di Torino possa essere ancora considerata l'autoritratto del genio toscano, significherebbe glorificare una iconografia immaginaria e quindi non corrisponedente certamete al reale volto di Leonardo.


