LE NOZZE DI FIGARO

E trine e pizzi e ricami; e minuetti, duetti, eleganze, leziosità e svenevolezze; sonorità e movenze amplificate: un Settecento ingrandito, deformato; risibile epperò godibile alla lente d’ingradimento del grottesco.
“Le nozze di Figaro”, commedia del teatro settecentesco che ne tocca la fine (e già prefigura la Rivoluzione) è un perfetto, amabilissimo esempio di “vaudeville”; scritta nel 1778 come secondo capitolo della “Trilogia di Figaro” da Pierre Augustin Caron de Beaumarchais, rivela la sua discendenza da Molière e anticipa il teatro di Feydeau.
Fu censurata per immoralità da re Luigi sedicesimo e vietata la sua rappresentazione per tre anni; poi tornata sulle scene caldeggiata addirittura da Maria Antonietta .
Improbabile riuscire a rendere meglio (e di più) il gioco erotico-ludico che lega e fa giostrare fra loro i vari personaggi, un mondo di uomini di donne lillipuziano, dove sembra essere capitato per caso Figaro”ambizioso per vanità, laborioso per necessità”, che giganteggia (con la sua promessa Susanna) negli abiti disadorni e un briciolo di senno fra le “colte” e colorate figure dei nobili destinati a crollare sotto il peso della storia.
Le scene e i costumi di Andrea Viotti, dalla straripante e visionaria fantasia, con parrucche a cielo altissimo, abiti ridondanti, oro e preziosità degli arredi rendono tutta la stesura del piacere e ci fanno precipitare dentro una scatola di giochi e giocattoli con cui ci divertiamo.
Alla fine un drappo rosso a forma di veliero ci anticipa la dissoluzione del bel mon do e il ritorno alla ragione .
Tullio Solenghi si cala nel ruolo di Figaro con convincente bravura, tutti gli attori in scena sono comunque meritevoli di applauso.
Le elaborazioni musicali di Riccardo Benassi risultano argute nella scelta, e la regia di Matteo Tarasco regge in equilibrio perfetto il meccanismo complesso della commedia… e “il gioco delle parti”.
(Paola Raimondi)
Giudizio: ***
PROCOPE STUDIO – COMPAGNIA LAVIA ANAGNI presenta:
Le nozze di Figaro di Pierre-Augustin Caron de Beaumarchais
Traduzione di Enrico Groppali
Riduzione e adattamento di Tullio Solenghi e Matteo Tarasco
Con Tullio Solenghi, Sandra Cavallini, Roberto Alinghieri, Raffaele Spina, Alessandra Schiavoni, Silvia Salvatori, Enzo Attanasi, Gianluca Musiu, Salvatore Mancatore
Regia di Matteo Tarasco
Scene e costumi: Andrea Viotti
Elaborazioni musicali: Riccardo Benassi
Milano, Teatro Carcano
Dal 7 al 18 novembre 2007
In alto: Tullio Solenghi © Teatro Carcano Milano


