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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

LE NOZZE DEI PICCOLO BORGHESI

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Bertolt Brecht (1898-1956), poeta e romanziere, è una delle figure più significative del teatro contemporaneo. Vissuto durante uno dei periodi più bui della storia tedesca, è stato fortemente  segnato da amarezze e disillusioni ed il richiamo alla ragione piuttosto che al sentimento è la caratteristica principale delle sue opere. Le nozze dei piccolo borghesi occupa un posto particolare all’interno della sua produzione teatrale. In effetti, la brevità e la freschezza di quest’opera giovanile, scritta nel 1921 all’inizio della sua carriera, le conferiscono toni di una grande spontaneità e libertà espressiva e contribuiscono a trasformarla in una satira feroce camuffata con toni lievi e giocosi,  fusione di tragico e grottesco, ispirata a Brecht dal comico amico Karl Valentin. Mediante la rappresentazione di queste nozze borghesi, che finiranno malamente in senso reale e figurato, Brecht propone un affresco spietato della società del suo tempo, mettendo in primo piano stereotipi ed archetipi: conflitti generazionali, problemi sessuali, frustrazioni esistenziali, impossibilità di esprimersi e di realizzarsi completamente. La pièce non fa parte delle opere politiche di Bertolt Brecht, ma si situa piuttosto nel filone di quelle che si potrebbero chiamare universalmente “le commedie dei costumi”. I personaggi proposti da Brecht rimangono attuali, così come le loro difficoltà di esistere e di comunicare. Queste fragilità si diffondono persino nello spazio fisico, dato che i protagonisti si muovono attorno e su dei mobili (costruiti dallo sposo), che si rompono pezzo per pezzo durante tutta la rappresentazione. In conclusione, la domanda principale che i personaggi, prigionieri delle loro contraddizioni e del loro status sociale e noi tutti ci poniamo è: perché siamo e continuiamo ad essere schiavi di convenzioni di cui non comprendiamo il senso?

 

Divertente la reinterpretazione della commedia da parte del regista/protagonista Corrado d’Elia, con i personaggi assimilati a burattini, i fermo immagine che ricordano scene conviviali di quadri fiamminghi, le luci e le musiche sapientemente dosati. Nulla da eccepire anche sull’espressività volutamente esagerata degli altri attori della Compagnia dei Teatri Possibili.

 

(Chiara Zazzetta)

 

 

Giudizio:**1/2

 

 

 

 

PRODUZIONE TEATRI POSSIBILI

 

Le nozze dei piccolo borghesi di Bertolt Brecht

Con Corrado d'Elia, Monica Faggiani, Antonio Rosti, Monica Bonomi, Gustavo La Volpe, Marco Brambilla, Fabio Paroni., Laura Roviti

Regia di Corrado d’Elia

 

Milano, Teatro Libero, via Savona 10

Dal 3 al 19 luglio 2008

www.teatripossibili.it

 

In alto: foto di scena  © Ufficio Stampa Teatri Possibili

 

 

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