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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

LA GUERRA DEI CLONI

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Mi sarebbe piaciuto recensire il film di animazione diretto da Dave Filoni, dal titolo “La guerra dei cloni”, ma non l’ho fatto. Mi limito a scriverne ora se non altro perché non è più in programmazione nelle sale, benché sia prossima la sua uscita in DVD. Si tratta infatti di uno spin-off di una serie più lunga, complessivamente per un totale di parecchie dozzine di episodi, forse addirittura un centinaio.

Su questa pellicola si sono scatenate una serie di critiche, e sono state prodotte anche delle riflessioni su cui, da amante di cinema nonché da cronista della Settima Arte, una volta tanto non posso non tenerne conto.

In breve, la trama racconta del rapimento di Rotta de’ Hutt, tenera progenie del più noto, e assai più disgustoso, Jabba (a pieno titolo nella trilogia classica, in originale in “Il ritorno dello Jedi”, e successivamente inserito nella riedizione del ’97, anche in “Star Wars – Episodio IV Una nuova speranza”, ndr). Vicenda cronologicamente posta tra il secondo e il terzo episodio, toccherà al giovane Anakin Skywalker, futuro Darth Vader, e alla sua giovanissima apprendista padawan, Ahsoka Tano, andarlo a liberare dalle grinfie dei perfidi antagonisti Sith, che tramano all’ombra della guerra del titolo.

Ma, a questo punto, è anche giusto dare voce alle critiche, riassumibili sostanzialmente a tre settori distinti. Per qualcuno si è trattato di un mega videogioco, sia per la grafica, tanto stilizzata da risultare rozza, che per l’animazione, inevitabilmente limitata al cliché. La seconda frecciata è che si rivolge in modo ruffiano a un pubblico di giovanissimi, data la presenza di Ahsoka, ragazzina un po’ ribelle, nella quale tante giovanissime potrebbero immedesimarsi. Infine, per qualcun altro uno dei tanti action-movie, che non aggiunge né toglie nulla alla saga.

Senza volere assumere il ruolo di avocato difensore (George Lucas non me ne ha dato il mandato…), ritengo di poter dire effettivamente che si tratta di un prodotto cinematografico prevalentemente rivolto ai giovanissimi, e successivamente anche per tutti gli altri. Considerato quello che viene loro riservato, da “Scary Movie”, ai nostrani cinepanettoni, mi sembra comunque un passo avanti. Aggiungo che la scelta dell’animazione “da videogioco” è dichiaratamente voluta, considerando che lo stesso “Episodio III – La vendetta dei Sith” era realizzato per quattro quinti allo stesso modo, in digitale (per esempio tutti i cloni, oltre alle astronavi, i droidi e gli alieni, ndr).

Infine, riprendendo una battuta di Nanni Moretti, per cui al cinema non ci andrebbero quelli con meno di quarant’anni, affermazione non del tutto falsa, sarebbe anche ora di proporre qualcosa di nuovo, o se non è possibile di diverso, oltre alle pregevoli opere della Pixar. Altrimenti tutti questi “non capisco e non mi adeguo”, proferiti da critici ormai non più in verde età, si perderà mentre le sale continuano a chiudere, nel bel mezzo di una crisi, quella del cinema, forse anche più nera che in altri ambiti.

 

(Alex Miozzi)

 

 

 

 

 

Foto in alto: locandina originale del film d’animazione

© cinespettacolo.it

 

 

 

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