LA CANTATRICE CALVA & C.

Lungo il nastro serrato alla cassa del supermercato dei nostri giorni, scorrono - necessaria ineluttabile strada - i luoghi comuni del nostro vivere comune: che ci alimentano, ci sostentano, ci consumano nel nostro bulimico rituale consumo.
Acconsentendo, senzienti, in piedi ci reggiamo sulle “uova di Pasqua” delle nostre scoperte: “lo sa lei che?...ma certo!...lo dico sempre anch’io…Ai vecchi tempi….sicuramente al giorno d’oggi…”
Il quotidiano, questa Banalità che si eleva a Potenza, a dichiarazione cartesiana di esistenza!
Lievita lievita la pasta…parlano parlano parole fino ad assordarci; e ci scordiamo di chi siamo:”sotto il vestito niente”.
Per questo la sonorità più importante dell’intera commedia ristà nel titolo, in queste due parole -La cantatrice calva- che in realtà non c’è, non appare, dov’è?
L’opera più famosa di Eugène Ionesco esordì negli anni ‘50; e dopo breve sospensione è diventata una delle commedie più visitate, più rappresentate.
Marina Spreafico, che ne cura traduzione ideazione e regia, riesce a ritagliare con mano di forbici - orli di rasoio adamantino- lo splendido orrore al quale possiamo arrivare: essere di carta, tante figurine Liebig che collezionano se stesse.
La fantascienza si trova nella stanza vicina.
Maria Eugenia D’Aquino, Annig Raimondi, Marino Campanaro, Mario Ficarazzo (in alternanza con Patrizio Belloli e Luca Fusi), Riccardo Magherini, Serena Marrone gli interpreti: ottimi traghettatori nello straniamento, ci aiutano a strabuzzare gli occhi appannati che più non vedono.
Lo spazio scenico di Massimo Scheurer, gli oggetti di Ambra Rinaldo e i costumi di Maria Eugenia D’Aquino impregnano di fascinosa insensatezza il senso per cui siamo Qui.
Un’altra “prova” perfetta della produzione Teatro Arsenale.
(Paola Raimondi)
Giudizio: *** 1/ 2
PRODUZIONE TEATRO ARSENALE
La Cantatrice Calva & C. di Eugène Ionesco
(nell’introduzione Una ragazza da marito)
Traduzione, ideazione e regia di Marina Spreafico
Con Maria Eugenia D’Aquino, Annig Raimondi, Marino Campanaro, Mario Ficarazzo (in alternanza con Patrizio Belloli e Luca Fusi), Riccardo Magherini, Serena Marrone
Spazio scenico: Massimo Scheurer
Oggetti: Ambra Rinaldo
Costumi: Maria Eugenia D’Aquino
Sonorizzazione musicale: Walter Prati
Disegno luci: Fulvio Michelazzi
Milano, Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11
Dal 29 novembre al 19 dicembre 2007
Foto in alto: Maria Eugenia d’Aquino e Annig Raimondi © Luigi Rinaldi
© Ufficio Stampa Teatro Arsenale


