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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

LA CANTATRICE CALVA & C.

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Lungo il nastro serrato alla cassa del supermercato dei nostri giorni, scorrono - necessaria ineluttabile strada - i luoghi comuni del nostro vivere comune: che ci alimentano, ci sostentano, ci consumano nel nostro bulimico rituale consumo.

Acconsentendo, senzienti, in piedi ci reggiamo sulle “uova di Pasqua” delle nostre scoperte: “lo sa lei che?...ma certo!...lo dico sempre anch’io…Ai vecchi tempi….sicuramente al giorno d’oggi…”

Il quotidiano, questa Banalità che si eleva a Potenza, a dichiarazione cartesiana di esistenza!

Lievita lievita la pasta…parlano parlano parole fino ad assordarci; e ci scordiamo di chi siamo:”sotto il vestito niente”.

Per questo la sonorità più importante dell’intera commedia ristà nel titolo, in queste due parole -La cantatrice calva- che in realtà non c’è, non appare, dov’è?

L’opera più famosa di Eugène Ionesco esordì negli anni ‘50; e dopo breve sospensione è diventata una delle commedie più visitate, più rappresentate.

Marina Spreafico, che ne cura traduzione ideazione e regia, riesce a ritagliare con mano di forbici - orli di rasoio adamantino- lo splendido orrore al quale possiamo arrivare: essere di carta, tante figurine Liebig che collezionano se stesse.

La fantascienza si trova nella stanza vicina.

Maria Eugenia D’Aquino, Annig Raimondi, Marino Campanaro, Mario Ficarazzo (in alternanza con Patrizio Belloli e Luca Fusi), Riccardo Magherini, Serena Marrone gli interpreti: ottimi traghettatori nello straniamento, ci aiutano a strabuzzare gli occhi appannati che più non vedono.

Lo spazio scenico di Massimo Scheurer, gli oggetti di Ambra Rinaldo e i costumi di Maria Eugenia D’Aquino impregnano di fascinosa insensatezza il senso per cui siamo Qui.

Un’altra “prova” perfetta della produzione Teatro Arsenale.

 

(Paola Raimondi)

                                

 

Giudizio: *** 1/ 2

 

 

 

 

PRODUZIONE TEATRO ARSENALE

 

La Cantatrice Calva & C. di Eugène Ionesco

(nell’introduzione Una ragazza da marito)

Traduzione, ideazione e regia di Marina Spreafico

 

Con Maria Eugenia D’Aquino, Annig Raimondi, Marino Campanaro, Mario  Ficarazzo (in alternanza con Patrizio Belloli e Luca Fusi),  Riccardo Magherini, Serena Marrone

 

Spazio scenico: Massimo Scheurer

Oggetti: Ambra Rinaldo

Costumi: Maria Eugenia D’Aquino

Sonorizzazione musicale: Walter Prati

Disegno luci: Fulvio Michelazzi

 

Milano, Teatro Arsenale, via Cesare Correnti 11

Dal 29 novembre al 19 dicembre 2007

www.teatroarsenale.org

 

 

 

 

 

 

 

 

Foto in alto: Maria Eugenia d’Aquino e Annig Raimondi  © Luigi Rinaldi

© Ufficio Stampa Teatro Arsenale

 

 

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