LA BARCA DEI COMICI

Un progetto teatrale di grande spessore ed innegabile suggestione poetica quello elaborato da Stella Casiraghi e Stefano de Luca per il Piccolo Teatro di Milano, in collaborazione con la compagnia Teatro Gioco Vita di Piacenza. Da un episodio dei Mèmoires di Carlo Goldoni prende le mosse La Barca dei Comici, fantasia teatrale per attori e ombre ispirata ad un episodio dei Mèmoires di Carlo Goldoni. Il giovane Carletto parte da Rimini alla volta di Chioggia per rivedere la madre, ma soprattutto per vivere la straordinaria esperienza di tre giorni di navigazione con una vera compagnia di guitti. Da questa vicenda parte un’ampia riflessione sul teatro leggibile su più piani, sempre permeata di poesia e intensa emozione.
Il primo livello di lettura dello spettacolo è quello puramente narrativo. La barca è il luogo fisico del viaggio di quattro personaggi reali che vivono le difficoltà di convivenza, gli scontri caratteriali tra personalità diverse (ed al contempo il loro completarsi vicendevolmente), i problemi pratici di ogni giorno cui far fronte con la creatività. La barca dei comici è lo spazio magico del teatro e quello pratico della vita. Il luogo dove nell’arte tutto è magicamente possibile e dove al contempo vengono alla luce nuove progettualità pratiche. E’ l’incontro con la dimensione ludica dell’esistenza attraverso la comunicazione teatrale.
Il secondo livello di lettura è invece di carattere filologico. Sulla barca è messa in scena la grande riforma del teatro apportata da Goldoni. Dalle maschere ai personaggi, dal canovaccio al copione. Particolarmente affascinante è questa operazione di resa scenica di una pagina di storia della Letteratura e del Teatro. La vela della nave diventa dapprima un velario sotto cui recitano gli attori – come in un teatrino improvvisato dai commedianti dell’Arte in una piazza immaginaria- poi il sipario di un teatro stabile, portato infine sulla scena da Arlecchino sotto forma di teatrino per i burattini (un momento di autentica poesia, intenso e commovente). La riflessione sul teatro e sulla letteratura drammatica è inoltre approfondita attraverso l’entrata in scena di maschere tradizionali dell’Arte e dall’attenzione riservata al rivelare con delicatezza i trucchi teatrali (i costumi e gli oggetti di scena estratti dai grandi bauli sono assolutamente originali e provengono direttamente dalla sartoria e dall’attrezzeria del Piccolo Teatro).
Goldoni e Strehler, due vite per il teatro. In queste due grandi personalità risiede il terzo livello di lettura dello spettacolo. Le loro esistenze si intrecciano in una fitta trama di citazioni dall’Arlecchino servitore di due padroni: celebri battute, suggestioni musicali, movimenti di scena, i nomi stessi dei personaggi rimandano a quello che, in assoluto, si può considerare il punto massimo di fusione artistica tra la drammaturgia goldoniana e la poetica di Giorgio Strehler. Il fascino del palcoscenico e di quel mestiere fantastico che è raccontare storie davanti a un pubblico, diventa la storia di una vocazione, di una chiamata cui è impossibile opporsi. E’ proprio questa vocazione a determinare le scelte di una vita, come è stato proprio per Goldoni e Strehler.
I costumi di Luisa Spinatelli sono realizzati con sensibilità e gusto, ricreano in maniera storicamente esatta l’atmosfera settecentesca e riflettono le personalità dei personaggi.
Di massimo rigore e rispetto estremo è stato il lavoro di Marco Mojana nell’accostarsi alle musiche originali di Fiorenzo Carpi, con il quale ha collaborato per un decennio.
Sulla scena spicca il giovane Giorgio Minneci, nel ruolo di Giorgetto-Arlecchino: l’energia inesauribile, la travolgente carica comica, la sorprendente espressività corporea, la gestualità eloquente e studiata nei dettagli, la dizione precisa nell’utilizzo della lingua veneta rimandano nientemeno che al grande maestro Ferruccio Soleri. Giorgio Minneci potrebbe a tutti gli effetti aspirare realisticamente al ruolo di erede di Soleri, un’eredità difficile ma che sicuramente sarebbe in grado di affrontare con passione, talento evidente e professionalità indiscutibile.
Ora non ci resta che salire sulla Barca dei Comici e lasciarci trasportare dal vento nella magica avventura del Teatro…
(Silvia Neri)
Giudizio: ***
Produzione
PICCOLO TEATRO DI MILANO-TEATRO D’EUROPA,
TEATRO GIOCO VITA-TEATRO STABILE D’INNOVAZIONE
La barca dei comici fantasia teatrale di Stefano de Luca
Da un episodio dei Mémoires di Carlo Goldoni
Con Tommaso Banfi, Angelo Campolo, Marta Comerio, Giorgio Minteci
Progetto drammaturgico: Stella Casiraghi e Stefano de Luca
Musiche: Fiorenzo Carpi e Marco Modana
Costumi: Luisa Spinatelli
Scene: Fabrizio Montecchi
Ombre: Nicoletta Garioni e Fabrizio Montecchi,
Milano, Piccolo Teatro Studio, via Rivoli 6
Dal 27 marzo al 20 aprile 2008
In alto: foto di scena © Piccolo Teatro Europa


