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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

KUNG FU PANDA

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Sembrerebbe che da tempo, grazie al nuovo cinema d’Oriente (“La tigre e il dragone” o “Seven Sword”) e d’Oltreoceano (“Kill Bill”), le arti marziali impazzino nuovamente nei favori del pubblico. La Dreamworks, in questo momento forse in testa ai prodotti di animazione, l’ha compreso prima di altri realizzando un’opera il cui protagonista è un simpatico panda Poo. Questi viene rocambolescamente individuato dal maestro supremo di Kung Fu, la tartaruga Oogway, come il guerriero dragone, contro l’opinione del maestro Shifu e dei Cinque Cicloni campioni di questa disciplina, rispettivamente Tigre, Scimmia, Vipera, Gru e Mantide. Neanche a farlo apposta, oltre all’apparente inadeguatezza dell’obeso panda, che per vivere prepara e serve noodle con il padre acquisito, si teme la fuga del leopardo delle nevi, il temibile guerriero Tai Ling dal più sorvegliato penitenziario. Se in linea generale il resto sarebbe facile immaginarlo, lo è un po’ meno il come viene sviluppata la storia.

Da una parte l’eccellente grafica associata a situazioni slapstick sinceramente esilaranti ammicca a un pubblico prevalentemente giovane. Dall’altra, una scelta attentamente filologica, dagli animali combattenti (drago, tigre, leopardo, scimmia, serpente e mantide) che danno ispirazione agli stili di questa arte marziale, a citazioni provenienti direttamente da testi filosofici cinesi, lo schermo si rivolge a un pubblico sicuramente più maturo. Ad ogni modo la morale di fondo, che non vi svelo, dal Kung Fu ai noodle, è sicuramente intelligente e conferisce una vera anima al tutto, perché in fondo “Il caso non esiste”.

Se da una parte troviamo debiti di vario genere, da rinoceronti simili a quelli del disneyano “Robin Hood”, al ruolo di Tai Ling, il precedente eletto che tradì la causa per il proprio ego, e di Poo che rappresenta la “nuova speranza” (avete indovinato, vero?) il risultato è comunque un capolavoro, a cui è abbastanza facile prevedere un seguito (di chi è veramente figlio Poo?).

Menzione particolare a Fabio Volo (a mio modesto avviso bravo attore e doppiatore a dispetto del successo televisivo), voce del panda, all’altezza di Jack Black nell’originale (affiancato da Dustin Hoffman, Anjelina Jolie, Lucy Liu e Jackie Chang, rispettivamente Shifu, Tigre, Vipera e Scimmia).

Anche in Italia il pubblico ha oltremodo premiato quest’opera forse a dire che anche l’animazione a questo livello può essere al pari della Settima Arte, per così dire, in carne e ossa.

Per finire, allucinante la frase slogan di sottotitolo, un gioco di parole sul “panda-monio/pandemonio”. Quando la finiranno con queste fesserie??!

 

(Alex Miozzi)

 

 

Kung Fu Panda, animazione, USA, 2008

Di Mark Osborne, John Stevenson

 

 

 

 

 

In alto: locandina film  © mymovies.it

 

 


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