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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

KHOR E I PRIGIONIERI DI RAAK - Novità del Fantasy nostrano

 

 

Che il genere sword & sorcery, spada & magia, abbia acquisito una consistente platea è noto. Il guaio è che noi italiani, dopo le gesta dell’Ariosto, in questo ambito non ci possiamo considerare i primi della classe. Gli ideatori di questo progetto, per ammissione degli autori in seconda di copertina, devono avere valutato solo il primo di questi due elementi.

In questo volumetto, primo di quattro, il protagonista Khor è un giovane cacciatore dalla possente muscolatura, tra He-Man e Conan, nome a parte (chi vi ricorda?), di un mondo fantastico. A parte il sosia di Sean Connery nel Zed di "Zardoz” (film di John Boorman del ’73) agghindato da highlander, ci sono anche un biondo arciere elfo e un nano coraggioso (chi vi ricordano?). Inizialmente il villaggio di Alkaba viene raso al suolo da un plotone di orchi (nel visual design identici a quelli della trilogia di Peter Jackson, ndr), gli uomini massacrati e le donne rapite. E’ curioso che in tutta la storia le mostruose creature con le loro grevi battute dimostrino un arrapato attaccamento al gentil sesso più dalle parti de “Le guerriere dal seno nudo” (film di Terence Young del ’74) che non a Tolkien. Altro dettaglio, non così trascurabile, è la quantità di nudi femminili ben oltre gli attuali standard caratterizzanti il fumetto popolare italiano per bene. Tornando alla storia, il compito dell’eroe è quello di liberare una di queste giovani, Akena, grazie anche all’alleanza con una misteriosa ragazza, affiliata alle resistenti Ombre Bianche, che a sua volta cerca la sorella minore, anch’essa nelle grinfie degli orchi.

Se il plot più o meno funziona, quello che si nota immediatamente è la totale mancanza di ironia volontaria, a dispetto di quella involontaria. Invenzioni come la Legione dei Non Morti o i Bastioni Neri di Raak, per non parlare di villain, vestiti rigorosamente di nero, a metà strada tra il Robert Carlyle di “Eragon” o il Gazza di Harry Potter, indicano uno spirito narrativo vicino a quello di Tanio Boccia (il regista di “Sansone contro i pirati”, del ’63). Per stendere un pietoso velo circa i fulmini dalle mani (che cosa vi ricordano?).

I disegni di Cristiano Spadavecchia, Renato Riccio e Matteo Santaniello, collaboratori ed epigoni dal già bonelliano Luigi Picatto, rientrano nello standard fumettistico italiano. Privi di innovazioni di rilievo, e con qualche evidente e stiracchiato saccheggio, come gli orchi di cui sopra, tutto sommato sostengono con professionalità una storia che procede per inerzia.

Ciò ch’è incredibile è che la Star Comics abbia presentato quest’opera contemporaneamente al davvero eccellente “Nemrod”. Un mistero!

 

(Alex Miozzi)

 

 

Aa.vv.  Khor - I prigionieri di Raak, Edizioni Star Comics, ¤ 2,70 euro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

In alto: un’immagine di Khor  © Studio Piccato

 

 

 

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