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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

IRON MAN

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Letteralmente l’Uomo di Ferro, ossia un moderno guerriero in armatura, nato dalle penne e le matite di casa Marvel nei lontani anni ’60. Tanta acqua è passata sotto i ponti da allora, tant’è che questo Iron Man/Tony Stark, più vicino a Bill Gates che non a Howard Hawks, ricorda molto di più gli episodi della versione Ultimate, ossia attualizzata ai giorni nostri.

Il sud-est asiatico è quindi sostituito dall’Afghanistan, ma il dissoluto, donnaiolo e bevitore mercante di armi deve comunque vedersela con spietati terroristi che per seminare morte utilizzano la sua efficiente mercanzia. E dopo aver letteralmente visto la morte in faccia, che guarda caso porta il suo stesso nome, “Stark Industries”, dedica il suo straordinario genio prima di tutto per liberarsi, aiutato da un coraggioso medico-interprete, e poi per intraprendere la strada del sincero costruttore di pace. Ed è prevedibile che proprio da questo momento continuano i guai.

In bilico tra commedia, per fortuna, e pellicola adrenalinica, ma sempre con un occhio all’ironia, resta fedele al fumetto nei passaggi migliori, sviluppandosi autonomamente, e con classe, nel resto. Con grande maestria i super combattimenti sono quasi centellinati, e anche in quei mentre possiede il ritmo, mutatis mutandis, di un a balletto neanche troppo fracassone.

Poiché Tony Stark è troppo intelligente e cialtrone, e anche simpatico, l’eroe si scopre tale ma resta uomo, anche dentro all’armatura volante rosso-oro, senza le suggestive, ma anche ridondanti, pretese dell’omologo miliardario-inventore Batman/Bruce Wayne, di cui Iron Man, malgrado l’imperfetta umanità, è immagine specchiata più solare. L’antagonista è sicuramente un cattivo shakespeariano un po’ sui generis, ma i comprimari non sono tinche di carta che restano sullo sfondo. La sorridente Paltrow (migliorata dopo la gravidanza) nel ruolo a pennello della segretaria factotum Pepper, per chi sa davvero di cosa stiamo parlando, con la nostrana Brambilla delle Libertà non centra proprio nulla (e, aggiungo, negli States neanche sanno chi è).

Una coda finale, dopo i titoli di coda, in fondo lascia immaginare l’immaginabile, che per i fan di vecchia data (come chi scrive) è quasi chiedere troppo.

 

(Alex Miozzi)

 

 

Iron Man di Jon Favreau

Con Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow, Jeff Bridges

 

 

 

In alto: locandina film  © mymovies

 

 

 

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