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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

INTERVISTA A JIMBO G

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Finalmente il nostro settimanale incontra uno dei protagonisti delle sue strips a fumetti, il simpatico Jimbo G. Attore teatrale per vocazione, questo piccolo grande mattatore da ormai un anno propone le sue migliori interpretazioni nelle più celebri pièce, con anche qualche incursione nel cinema d’autore.

Da come possiamo cominciare?

Dalle presentazioni… Ciao, sono Jimbo!

Ciao. Jimbo ovviamente è il nome?

Eh, sì. E G è il cognome.

Non è così comune, ed è anche un po’ strano.

E’ la stessa cosa che mi ha detto l’impiegato che mi ha fatto il Codice Fiscale…

Cominciamo con il tuo lavoro. Con quale opera hai incominciato?

Con il Principe di Danimarca.

Vuoi dire Amleto, Principe di Danimarca?

Sì, sì. E’ che il copione che avevo io aveva il titolo cancellato con il pennarello.

Poi, con cos’altro hai continuato?

A parte un lavoro di teatro contemporaneo, sono passato al “Riccardo III” e al “Giulio Cesare”.

Sempre Shakespeare. Te la sentiresti di tratteggiare la figura del Grande Bardo inglese?

Eh, ma di fronte o di profilo? Ah, dimenticavo, scusa! Ho fatto anche “Re Lear”!

Una vocazione per la tragedia. Di commedie, invece?

Quella Divina, di Dante. Interpretavo Virgilio.

E Dante chi lo interpretava?

Il mio cuginetto Sassolino, detto Sassy.

Tutto in famiglia. Di contemporaneo cos’hai fatto?

“Aspettando Godot”. Dieci repliche, ma alla fine mica si è fatto vedere.

Chi?

Eh, Godot!

Qualche incursione nel cinema di Kurosawa, vero?

Sì, per Yojimbo. Ma chiamandomi io Jimbo è uscito un macello!

Con il western com’è andata?

Meglio, ma con le armi è stato un pasticcio. Pensa che Sassy voleva usare la fionda…

E da spettatore, qual è il primo film di cui ti ricordi?

Uno in cui il protagonista era un tizio vestito da gorilla, con un casco in testa, che da un grotta, munito di un telefono giocattolo che faceva le bolle, voleva conquistare il mondo. Ma non mi ricordo come si chiamava!

Sicuramente un capolavoro. Dalla tua descrizione magari qualche lettore potrebbe suggerirtene il titolo.

Eh, grazie. Comunque il regista era Phil Tucker.

Il primo spettacolo che hai visto a teatro?

Quello di un tizio che si trasformava in uno scarafaggio! Non ho mai riso così tanto!

Guarda che quello è “La Metamorfosi” di Kafka, e non c’è poi così tanto da ridere…

E’ vero! Se si fosse trasformato in un criceto sarebbe stato più divertente.

L’ultima cosa che hai visto a teatro?

Il sipario, e la cassa.

Cosa ti aiuta a salire su un palcoscenico?

La scala. Considerato che sono alto 90 centimetri, se non ci fosse sarebbe un bel problema!

Cosa consigli a chi vuole salire sul palcoscenico?

Di controllare prima la qualità del legno delle assi di cui è fatto. Non si sa mai…

Qual è il tuo attore preferito?

Tra quelli di un tempo mi piaceva molto Harvey, il grande coniglio invisibile. Oggi sicuramente Euan McGreggor. Qualcuno dice che mi assomigli…

Chissà come sarebbe contento se lo sapesse. Attrici?

Quelle dotate di grande Simpatia. Salma Hayak, Monica Bellugi, Uman Thuruman, Sabina Felilli, Pamella Enderson…

Non sapevo che quella si chiamasse Simpatia! Tra la 4° e la 5° misura…

Eh, sì. Lo sai che esiste anche un saluto Internazionale della Simpatia?

No. Hai un film cult?

Sì. Un documentario sui castori.

Se potessi girare un film di cosa parlerebbe?

Racconterei una storia ambientata tutta sott’acqua! Anche per i critici una pellicola del genere sarebbe difficile da affondare! (ride)

Un personaggio storico che ti ha cambiato la vita?

Yellow Kid, il protagonista del primo fumetto.

Ma non è mica un uomo!

Scusa, ma nemmeno io lo sono! Senza contare che di uomini in giro non ce n’è poi così tanti… E poi, mica bisogna per forza esserlo per essere celebri. Un esempio? Paperino è tra le star più famose.

Va bene. Ora, nella nostra tradizione di magazine con, talvolta, un occhio anche al glamour, vediamo di conoscere meglio la tua persona. Qual è il tuo pregio?

La Simpatia.

Ci risiamo! E il tuo difetto?

Così, su due piedi…

Così, su due piedi.

Forse proprio i piedi! Ho circa il 30, pianta doppia. Ma se fossi stato un chilopode, che di piedi ne ha mille?

Esiste qualcuno che richiameresti in vita dall’aldilà?

La mummia. Vorrei capire se sotto tutte quelle bende c’era davvero un tizio che assomigliava a Christopher Lee, o a Boris Karloff.

Qual è il primo libro che hai letto?

“Racconti idioti” di Alphonse Allais. Ma poi ho letto un mucchio di racconti dal titolo intelligente, ma che erano molto più idioti…

L’ultimo libro che hai letto?

Un manuale per difendersi dalle interviste banali. Vedo che sta funzionando…

Qual è la prima canzone di cui ti ricordi?

La musica non me la ricordo, ma si chiamava “Scolopendra”, ed era degli Alluminogeni. Con un complesso così, fai a meno anche delle lampadine!

Ogni tanto guardi la televisione?

Sì, ma raramente la accendo. Spenta è più rilassante.

Si dice che tu sia anche cantante e musicista.

Eh, sì. Ho suonato per una settimana alla Scala…

Veramente?

Sì, ma alla fine non mi hanno aperto!

Se non avessi fatto l’attore, che carriera avresti intrapreso?

Avrei costruito dighe, come tutti i membri della mia famiglia!

Davvero?

Eh, per forza, siamo castori! Secondo te, cosa dovremmo scavare, gallerie??! Quella è roba da talpe!

Cosa faresti per prima cosa se vincessi un milione di euro?

Per prima cosa? Mi mangerei una pizza!

Si dice che tu abbia avuto molti flirt con attrici celebri…

Si dicono tante cose. Ma già che ci sei, dimmi con chi, che rimedio.

Qual’è il tuo segreto di seduttore?

Eh, ma s’è un segreto, te lo devo proprio dire?

Per finire, hai un motto?

Sì. G-Jeet: azione!

E cosa significa!

Te lo dico la prossima volta, se me lo ricordo.

 

(A cura della redazione)

 

 

 

 

 

In alto: Jimbo G  © 2008 Alex Miozzi

 

 


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