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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

IL SALONE DELL'OBLIO - La corte del diavolo

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La terza serata del Salone dell’oblio ci ha presentato uno dei maggiori scrittori slavi del ‘900, il Nobel Ivo Andric, e l’opera che forse meglio incarna la sensibilità e la vita del multietnico letterato bosniaco, “La corte del diavolo”, libro del 1954.

Diplomatico e uomo politico dal rigore assoluto, Andric ha avuto la possibilità di entrare in contatto con il meglio ed il peggio delle corti europee del secolo passato. In particolar modo con il peggio, viste le molteplici prigionie. “Poeta di reclusioni e di sbarre” – ribadisce il curatore della serata Luca Scarlini.

Ecco che “La corte del diavolo”, o “Il cortile maledetto” – racconta Scarlini, ovvero il più terribile penitenziario di Costantinopoli, diviene il luogo simbolo a rappresentazione delle sue mille traversie. Un luogo eterogeneo, “una prigione ricca di ogni umanità possibile”. E al contempo un posto terribile, nel quale “sei colpevole fino a prova contraria”, perché così garba al Direttore di questa corte, il diavolo in persona. Qui c’è “la feccia della feccia: spie, fumatori di hashish, vecchi corrotti...”. Ma ci sono anche persone scomode ai governanti, come i frati domenicani, o liberi pensatori come Camil Effendi, un po’ l’alter ego di Ivo Andric. Camil è stato rinchiuso per aver svolto ricerche storiche sul regno turco del ‘400, affascinato dalla figura di Gem, fratello e vittima dell’allora sultano Bajazet.

E proprio come Gem, Camil finisce alla mercè del diavolo Karaghioz: una maschera grottesca che dispone delle anime a seconda dell’umore. Ecco che la corte diviene una sorta di teatro dell’assurdo, rappresentativo di un teatro più ampio, quello chiamato mondo.

 

(Massimo Gradia)

 

 

Il salone dell'oblio – La corte del diavolo

Milano, PiM Spazio Scenico, giovedì 10 gennaio 2008 ore 21,30

www.pimspazioscenico.it

 

 

 

 

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