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2005-2009/CINQUE ANNI DI CULTURA E SPETTACOLO

CARNET DI VIAGGIO - Sulle orme di artisti e antichi viaggiatori

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Viaggio, disegno e tanta creatività: questo l’insolito abbinamento proposto Venerdì 11 Aprile presso il CAM di C.so Garibaldi 27 nella serata " Sulle orme degli artisti e degli antichi viaggiatori: fascino e suggestione del Carnet di Viaggio".

L’iniziativa è stata organizzata a cura dell’Angolo dell’Avventura di Milano Centro, associazione culturale finalizzata alla diffusione della cultura del viaggio in senso lato, nell’ambito della rassegna dedicata al Caffè Letterario. Protagonista della serata è stato il “Carnet di viaggio”, un modo insolito ed artistico di raccontare le proprie avventure, non basandosi solo su fotografie, ma avvalendosi di disegni, collage, schizzi, immagini, il tutto integrato da racconti e descrizioni. Si tratta di un vero e proprio genere letterario dalle origini molto antiche. Risale, infatti, ai tempi dei primi viaggiatori che partivano alla volta di nuovi orizzonti armati di taccuini, acquarelli e matite, con il preciso compito di tenere traccia di luoghi, situazioni, incontri e di tutto ciò che incontravano durante le loro peregrinazioni. Fu utilizzato  nel corso della storia da pittori illustri come Toulouse Lautrec, Matisse, Van Gogh e Gauguin, da scrittori come Goethe, ma anche da scienziati illuministi o più recentemente da architetti come Le Corbusier e da naturalisti come Fulco Pratesi. Risentì dell’avvento della fotografia, ma al posto di scomparire, si affermò come genere a sé, soprattutto nei paesi anglosassoni e in Francia.

Attualmente in Francia, dove è diffuso da oltre 10 anni, è diventato una vera e propria “moda”. Ogni anno si tiene infatti a Clermont Ferrand una biennale ad esso dedicata, dove si incontrano i vari artisti.

E’ invece ancora poco pubblicato in Italia, dove tuttavia in questi ultimi anni sta suscitando sempre più interesse.

Ha aperto la serata un gruppo di allievi del corso di Laboratorio Teatrale della Fondazione Humaniter, che ha interpretato lo spettacolo “Ho messo via” ideato e coordinato dalla docente del corso Cristina Chioccia. Gli attori Maria Vicchio, Rosa De Astis, Alessandro Schiano, sullo sfondo di una coloratissima scenografia composta da foto, ritagli, disegni, biglietti di viaggio, con i loro gesti e la loro appassionante lettura di brani tratti da autori vari hanno ricreato l’atmosfera del viaggio e l’emozione collegate ai ricordi.

Una suggestiva introduzione al tema della serata, trattato da Maya di Giulio artista, viaggiatrice e scrittrice, che prima di presentare il suo libro di recente uscito nelle librerie “Hong Kong”, ha spiegato con immagini che cos’è un carnet di viaggio e come fare a comporne uno proprio. Maya ha inoltre raccontato l’esperienza vissuta a Marrakech, dove ha tenuto uno stage di carnet di viaggio, in cui per la prima volta hanno partecipato degli italiani.

Come più volte ribadito dall’artista, non è indispensabile saper disegnare per avvicinarsi a questo “nuovo” genere, è sufficiente avere tanta voglia di creare, di fermarsi ad osservare, a parlare con la gente, voler riprodurre ciò che si vede e si sente in qualsiasi modo e con qualsiasi tecnica o mezzo ritenuto opportuno.

L’attrezzatura è semplice: taccuini, carta, penna, colori -pastelli o acquerelli- e una macchina fotografica per fermare momenti particolari.

Il carnet di viaggio propone una nuova filosofia di viaggiare e di fare un reportage. Esprime, attraverso la libertà e il piacere del disegno, le impressioni più forti ispirate da viaggi reali. Offre la possibilità a chi lo crea di instaurare un contatto più intimo con natura, luoghi, culture e persone, di vivere un viaggio in modo molto diverso da quello previsto dal turismo di massa. Il mondo è visto con gli occhi del viaggiatore, è il suo diario di viaggio personalizzato, diverso da quello di chiunque altro. Contrariamente alla fotografia che privilegia l’aspetto visivo, con il carnet di viaggio si raccontano emozioni, storie di vite vissute, profumi e impressioni richiamate da tutti i sensi, non si immortalano solo monumenti, città, panorami. Per questo è molto importante curare non solo l’immagine, ma anche trovare le parole e i toni giusti per il testo.  Ciascun artista ha il suo stile. Non ci sono regole precise, l’importante è cogliere l’attimo, fissare l’emozione e non aver paura di mettersi in gioco e soprattutto di provare.

Il libro “Hong Kong” edito dalla casa editrice FBE Milano è in vendita nelle principali librerie di Milano, costo 21 euro. Per informazioni su stage di carnet di viaggio rivolgersi a Maya di Giulio e-mail: mayadigiulio@tiscali.it.

 

(Roberta Masi)

 

 

 

 

Foto in alto: Maya di Giulio

 

 


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