IL TRENO PER DARJEELING

Nuova fatica, per il regista dei “Tennenbaum”. Questa volta si tratta di una storia on the road di tre fratelli, alla ricerca della madre autoesiliatasi in una comunità religiosa in India. Nell’impresa, che vede le disavventure più strampalate e tragicomiche, i tre cercano di sanare il loro rapporto conflittuale, cercando di ritornare ad avere la coesione di quando erano ragazzi.
Questa volta Anderson, coautore della sceneggiatura insieme a Roman Coppola e lo stesso Schwartman, gioca con soli tre protagonisti, imprimendo un ritmo più efficace e uno sviluppo narrativo assai meno caotico del precedente lavoro.
Situazioni al limite dell’assurdo spingono i protagonisti a mettere a nudo le loro nevrosi e incrinare le loro false certezze. Anche la ricerca di una presunta spiritualità, con la stessa disinvoltura con cui si acquista un velenoso cobra e si beve a canna sciroppo per la tosse, diventano spunto per riflettere sull’irresponsabile idiozia del “l’uomo bianco”. Alla fine il cerchio si chiude, con qualche tinta tragica ed eroica, e nulla è più come all’inizio, salvo la metafora del treno alla base della storia.
Lo stile del regista, veramente molto personale, è all’insegna del prendere o lasciare, e lo humor, prettamente maschile, forse sposta ancora di più l’ago della bilancia verso chi già lo conosce e lo apprezza.
Assolutamente notevoli i tre interpreti, del tutto in parte, a dimostrazione che un piccolo stuolo di bravi attori (e, in special modo, il riferimento a Brody non è assolutamente casuale) possono variare dalla tragedia alla commedia senza grossi problemi. Spiritosi i camei di Anjelica Houston e Billy Murray.
Ad introduzione il tanto morbosamente chiacchierato cortometraggio “Hotel Chevalier”, con protagonisti lo stesso Schwartman e Natalie Portman.
(Alex Miozzi)
Il treno per Darjeeling di Wes Anderson
Con Owen Wilson, Adrien Brody, Jason Schwartman
In alto: locandina film © mymovies.it


